Casabona, nuova esondazione devasta un’azienda: "Anni di denunce ignorate, ora vogliamo giustizia e risarcimenti"

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  23 ottobre 2026 17:00

Un’altra esondazione, nuovi danni e un’attività produttiva messa in ginocchio. È la denuncia lanciata dai titolari di un’azienda di Casabona, nel Crotonese, che si ritrovano ancora una volta a fare i conti con le conseguenze dell’allagamento dei terreni e delle strutture, invasi da fango, sedimenti e detriti. Una situazione che, secondo quanto riferito dagli interessati, non rappresenta un episodio isolato, ma il ripetersi di una grave criticità che si trascina da anni. La prima devastazione risalirebbe al 2013, seguita da nuovi eventi nel 2018, nel 2021, a marzo 2026 e, da ultimo, nell’episodio denunciato in queste ore.

"Non è una fatalità, è una storia che si ripete", è il duro sfogo dei titolari, che parlano di anni di sacrifici, investimenti e lavoro compromessi da eventi che, a loro giudizio, avrebbero potuto essere almeno contenuti attraverso un’adeguata manutenzione del territorio e dei corsi d’acqua. Al centro della contestazione c’è soprattutto la mancata risoluzione delle criticità che, secondo l’azienda, continuerebbero a esporre l’attività al rischio di nuove esondazioni. I titolari riferiscono di aver presentato denunce e formali richieste di risarcimento dopo i precedenti episodi, senza tuttavia ottenere alcun indennizzo.

A loro dire, le richieste sarebbero state respinte anche con riferimento alla mancanza di risorse disponibili in bilancio. Una risposta che gli imprenditori considerano insufficiente di fronte alla ripetizione dei danni e al blocco dell’attività produttiva. Nel mirino finiscono la presunta assenza di interventi di pulizia e manutenzione degli alvei fluviali e delle sponde, oltre alla mancata risposta alle segnalazioni presentate nel tempo da agricoltori e imprenditori della zona.

Regione, Consorzio di Bonifica e Comune chiamati in causa

La richiesta è rivolta agli enti che, secondo i titolari, devono intervenire per affrontare le criticità del territorio: Regione Calabria, Consorzio di Bonifica e Comune di Casabona. L’appello è duplice: da un lato, la realizzazione urgente degli interventi necessari alla messa in sicurezza dei corsi d’acqua e delle aree esposte al rischio; dall’altro, l’attivazione delle procedure per il riconoscimento dei danni subiti dall’azienda.

"Chi pagherà ora i danni a chi lavora ed è stato distrutto dall’incuria pubblica?", chiedono i titolari, sollecitando le istituzioni a uscire dall’impasse e ad assumersi le proprie responsabilità, nel rispetto delle rispettive competenze. La vicenda riporta al centro dell’attenzione il tema della manutenzione del territorio e della prevenzione del rischio idrogeologico, soprattutto nelle aree in cui le attività agricole e imprenditoriali sono esposte a eventi che si ripetono nel tempo.

Per l’azienda di Casabona, intanto, la priorità è ripartire, dopo l’ennesima devastazione. I titolari chiedono che alle denunce seguano interventi concreti, verifiche sulle responsabilità e risposte effettive alle richieste di risarcimento, affinché anni di lavoro e investimenti non vadano definitivamente perduti.