Castiglione Cosentino, 12enne nato in Italia ma senza passaporto: non può partire per Londra

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Castiglione Cosentino, 12enne nato in Italia ma senza passaporto: non può partire per Londra


  11 febbraio 2026 16:53

Castiglione Cosentino - È nato in Italia dodici anni fa, vive in Italia, studia in Italia. Eppure oggi non può uscire dall’Italia. Non può partire con la sua classe per un viaggio d’istruzione a Londra già pagato. Non può ottenere un passaporto. Non può avere un documento che lo riconosca. È un minore che esiste, ma che lo Stato non riesce a collocare. È il paradosso di un bambino italiano di fatto, prigioniero di un cortocircuito burocratico tra Italia e Romania.

LA LETTERA DI ANTONELLA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

A denunciare la vicenda è Antonella Cozza, madre affidataria del ragazzo da sette anni, che ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo aver già interpellato la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro degli Esteri Antonio Tajani senza ottenere risposta. Nella sua lettera parla apertamente di una condizione di apolidia di fatto, frutto di una situazione amministrativa irrisolta. I genitori naturali rumeni - racconta - non hanno più la patria potestà, ma l’adozione non è possibile per un intreccio normativo tra ordinamento italiano e romeno che, di fatto, blocca ogni soluzione.

UN LIMBO GIURIDICO CHE NEGA DIRITTI CONCRETI

Da mesi, infatti, la famiglia si muove tra consolati non collaborativi, uffici territoriali, tentativi legali in Romania e richieste formali rimaste senza esito. Il risultato è un muro. Un rimbalzo continuo di competenze e responsabilità. Il minore non riesce a ottenere il passaporto, né un titolo di viaggio per apolidi, nonostante le convenzioni internazionali prevedano strumenti di tutela in casi simili. Nel frattempo il tempo scorre. Il volo per Londra è stato acquistato dal 31 marzo all’11 aprile 2026. La classe partirà. Lui no.

NON È SOLO UN DOCUMENTO, È UNA QUESTIONE DI IDENTITÀ E DIGNITÀ

La questione - precisa ancora la mamma affidataria - non è formale. Non è tecnica. È sostanziale. Un ragazzo di dodici anni viene escluso da un’esperienza educativa e relazionale fondamentale perché intrappolato in una falla amministrativa che nessuno riesce – o vuole – risolvere. Mio figlio - scrive nella lettera a Mattarella - è bloccato in un limbo giuridico che non gli appartiene.

APOLIDE DI FATTO IN UN PAESE CHE PARLA DI DIRITTI

La diagnosi informale a cui la famiglia affidataria è arrivata è chiara: condizione assimilabile all’apolidia. Ma invece di trovare tutela, il caso si scontra con inefficienze, silenzi, lentezze. - In un Paese che giustamente rivendica la centralità dei diritti dei minori - dice ancora - questa vicenda apre una domanda scomoda: quanto vale davvero l’interesse superiore del bambino quando si scontra con la burocrazia?

LA RICHIESTA: UN INTERVENTO IMMEDIATO

La madre affidataria chiede un intervento autorevole affinché gli uffici competenti trovino una soluzione immediata e quindi il rilascio dei documenti necessari o di un titolo di viaggio temporaneo, come previsto dalle procedure della Polizia di Stato e dalle convenzioni internazionali. Non un favore. Non un’eccezione. Semplicemente un diritto.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.