












Dalla presenza del leader del PASOK Nikos Androulakis al canto bizantino del Monte Athos: due giorni di musica e dialogo nella Basilica dell’Immacolata
20 febbraio 2026 23:07di GUGLIELMO SCOPELLITI
Oltre duecento ospiti arrivati dalla Grecia nel tardo pomeriggio hanno dato il via presso la Basilica dell’Immacolata, per l’occasione gremita e colma in ogni ordine di posto, alla prima edizione di “Voci e suoni della Magna Graecia”, festival che per due giorni trasforma il centro storico in un crocevia di lingue, tradizioni e musica corale, alla presenza anche del presidente del PASOK – Movement for Change, Nikos Androulakis.
In prima fila le autorità cittadine: il prefetto Castrese De Rosa, S.E l’Arcivescovo mons. Claudio Maniago, il sindaco Nicola Fiorita, il questore Giuseppe Linares, gli assessori Furrer e Monteverdi, con una delegazione della Guardia di Finanza e dei Carabinieri. Accanto a loro S.E.R. Policarpo, Arcivescovo Metropolita d’Italia ed Esarca dell’Europa Meridionale per il Patriarcato Ecumenico di Costantinopoli. A moderare gli interventi Marcello Barilla, che ha guidato con ritmo serrato l’avvio della serata.
A prendere la parola per primo è stato mons. Maniago, che ha letto l’iniziativa come un segnale concreto di unità in un tempo segnato da tensioni e incertezze, sottolineando come arte, cultura e memoria storica possano offrire occasioni autentiche di incontro tra i popoli e alimentare una convivenza fondata sul dialogo. L’Arcivescovo ha insistito sul valore della fraternità, descrivendola come un’esigenza reale, quasi urgente, e ha ricordato che la musica, più di ogni altra espressione, riesce a creare legami profondi e a generare una comunità capace di riconoscersi nella stessa fede. I brani in programma, molti dei quali di ispirazione sacra, sono stati richiamati proprio come testimonianza di una spiritualità condivisa che supera confini geografici e differenze culturali.
Subito dopo il sindaco Fiorita ha sottolineato l’orizzonte mediterraneo della città: “Siamo felici ed orgogliosi di ospitare i nostri fratelli e un evento che ha un valore di apertura e dialogo, che consente a Catanzaro di coltivare la sua vocazione mediterranea”. Il primo cittadino ha ringraziato l’assessore Monteverdi e il maestro Nikos Efthimiadis per il lavoro organizzativo, annunciando l’intenzione di dare continuità al percorso avviato.
In inglese, tra gli applausi, Nikos Androulakis ha richiamato il valore simbolico del fine settimana, definendolo un momento che restituisce concretezza a una tradizione condivisa tra Grecia e Italia. Ha espresso soddisfazione per la propria presenza a Catanzaro e si è congratulato con l’amministrazione per l’accoglienza ricevuta, augurandosi che questa iniziativa si possa rivelare come un punto di partenza destinato a crescere.
Il maestro Giulio De Carlo, portando i saluti del maestro Cambareri, ha ricordato lo spirito di collaborazione dell’Organizzazione Cori Calabria: “Abbiamo sempre cercato di unire le forze. Il mare che ci accomuna non è una barriera, è un ponte che può aiutare i cuori e le culture”.
A chiudere la serie degli interventi è stato il direttore artistico Nikos Efthimiadis che, dopo aver tradotto in greco le parole delle autorità per i numerosi connazionali presenti in Basilica, ha scelto un registro personale, quasi confidenziale, spiegando come il suo rapporto con la Calabria affondi le radici negli anni di studio e nelle frequenti visite nel Sud Italia, fino a trasformarsi in un sentimento di appartenenza autentica.
Ha descritto la Magna Graecia come una dimensione familiare per il popolo ellenico, evocando un’idea di fratellanza da rinsaldare attraverso la cultura e la fede, elementi che a suo avviso costituiscono un patrimonio condiviso e ancora vitale.
Poi la musica, con il “Kyrie Eleison”, canto bizantino del Monte Athos, eseguito insieme da coro italiano e greco sotto la direzione di Efthimiadis. Si sono alternati nell’area presbiteriale della chiesa, davanti all’altare, il Coro della scuola Apostolo Paulo di Loutraki, il Singing Cluster, le voci bianche di Xylokastro, il coro di Ekali, il Duo Screnci-Lobello, l’ensemble di Ampelokipi, l’Ode degli Angeli di Creta, l’Interno 46 Vocal Ensemble e la soprano Teresa Cardace.
Il festival proseguirà domani alle 19 sempre presso la Basilica dell’Immacolata, mentre domenica alle 17.30 si chiuderà con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo Maniago, accompagnata dai cori greci e dal Coro polifonico San Vitaliano. Un ponte che, almeno per tre giorni, ha trovato voce.
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