
di CATERINA MURACA
Una giornata intensa, carica di significato e memoria, dedicata a Michele Albanese, figura simbolo dell’impegno contro la criminalità e per lo sviluppo del territorio. A Catanzaro, presso la Libreria Coriolano, la presentazione del libro di Giuseppe Soriero, “Andata in porto. Gioia Tauro nella sfida euromediterranea”, è diventata occasione di riflessione collettiva sulle potenzialità della Calabria e sul ruolo strategico del porto di Gioia Tauro.
L’iniziativa, dal titolo “Una opportunità per la Calabria”, ha intrecciato il racconto economico e geopolitico con una dimensione profondamente umana, segnata dal ricordo di Albanese, giornalista che ha dedicato la sua vita alla denuncia delle infiltrazioni mafiose. Presenti la moglie e le figlie, che hanno restituito, con parole cariche di emozione, il ritratto di un uomo coraggioso e profondamente legato alla sua famiglia. “Non ho paura per me, ma per le mie figlie e mia moglie”, aveva confidato un giorno ad uno dei suoi grandi amici: una frase che oggi assume un valore ancora più forte.
Particolarmente toccante l’intervento della figlia Maria Pia, che ha ricordato il padre come guida e punto di riferimento, definendosi “l’ombra di papà”, sempre pronta ad apprendere da lui e a supportarlo, fino a diventare la sua penna negli ultimi anni, contribuendo al suo lavoro giornalistico.
Al centro dell’incontro, il libro di Soriero ha offerto una lettura ampia e articolata del porto di Gioia Tauro, descritto come una delle principali leve di sviluppo per il Mezzogiorno e per l’intero sistema Paese. Lo scalo calabrese si conferma oggi come uno snodo fondamentale nel Mediterraneo, un vero e proprio “cancello d’Europa” in un contesto globale sempre più complesso, segnato da crisi, guerre e trasformazioni economiche.
Il volume ripercorre le tappe di una sfida lunga e complessa: dalla nascita del porto alle difficoltà incontrate nel tempo, tra ostacoli burocratici, ritardi e attacchi della criminalità organizzata. Nonostante tutto, emerge con forza l’idea di un’infrastruttura solida e funzionale, capace di competere a livello internazionale, ma ancora frenata da un contesto territoriale fragile. Il porto, infatti, funziona, ma intorno resta un “deserto industriale” che limita le sue potenzialità di crescita.
Diversi interventi hanno sottolineato come lo sviluppo del porto non possa essere considerato isolatamente, ma debba essere inserito in una visione più ampia, capace di coinvolgere infrastrutture, industria e comunità locali. Le vie del mare diventano così non solo rotte commerciali, ma strumenti di connessione tra culture, istituzioni e territori.
Non è mancato il riferimento al tema della criminalità organizzata, definito come uno dei principali ostacoli allo sviluppo. Ma il messaggio emerso è chiaro: più che alimentare narrazioni negative, è necessario valorizzare le esperienze positive e le eccellenze della Calabria, evitando di dare spazio a chi ostacola il cambiamento.
Nel corso dell’incontro è stato anche ricordato il valore simbolico e istituzionale della nascita del porto, frutto di una visione condivisa e di una collaborazione tra figure di primo piano della politica nazionale a testimonianza di un momento in cui il Sud era al centro di una strategia di sviluppo concreta.
Il libro di Soriero non si limita a raccontare il passato, ma guarda al futuro, proponendo nuove prospettive di crescita, puntando sulla trasparenza nella gestione delle risorse e sull’importanza di offrire ai giovani opportunità concrete per restare in Calabria. Un messaggio forte, che invita a considerare il Mezzogiorno non come periferia, ma come protagonista di una nuova stagione di sviluppo per l’Italia e per l’Europa.
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