
di TERESA ALOI
Prevenzione. Perché non solo "Prevenire è meglio che curare" ma allunga la vita. Si parla di prevenzione femminile, di tumore al seno, alla libreria Coriolano a Catanzaro in un incontro promosso dall’Associazione mogli medici italiani presieduta da Carmela Audino.
“E’ il primo incontro di un ciclo che l’Anmi – Associazione che ha aperto a professioniste del settore sanitario - ha il piacere di organizzare. Incontri dedicati alla prevenzione, o alle malattie per offrire spunti, riflessioni e approfondimento su tematiche importanti”. E non è un caso che l'incontro sia stato organizzato a ridosso della Festa della mamma.


Relatori, Caterina Battaglia, oncologa, e Carmela Furina, radiologa senologa, entrambe professioniste alla Breast Unit della Azienda Dulbecco. Con slide, hanno mostrato l’incidenza dei tumori – nel 2025 si sono registrati 390mila nuovi casi – e illustrato che il tumore al seno è la patologia più frequente nelle donne, quello alla prostata negli uomini.
"L' Oncologia è prevenzione non è solo cura - ha spiegato la dottoressa Battaglia - oggi è cambiato il contesto, si è ridotta la mortalità e, di conseguenza, si è alzata la percentuale di guarigione". E l’Italia, si distingue in positivo perché "la mortalità è più bassa di almeno 9 punti in percentuale".
Una mortalità ridotta grazie a screening e prevenzione e così "Trovare una persona con una malattia in fase iniziale comporta una piu alta possibilità di guarigione e così si arriva al 99 per cento". Perché il 40 per cento dei tumori dipende dallo stile di vita: l'assunzione di alcol, il fumo, la sedentarietà, errori alimentari, più in generale. Di contro una costante attività fisica e un consumo di frutta e verdura giornaliero - almeno 5 porzioni- riduce del 20 prer cento l'insorgenza della malattia .E allora si al consumo di friutta e verdura.
Dal sorriso di Carmela Furina traspare tutta la passione e l'entusiasmo che quotidiamente mette al servizio delle donne. Perché trasmettere serenità, azzerrare o quanto meno provare a farlo, l'ansia di chi si sottopone ai controlli, può fare tanto. Perchè il seno non è un organo qualunque "ma un organo di espressione di grande femminilità".
Si inizia dall'autopalpazione "primo strumento di prevenzione, perché è importante conoscersi". E conoscersi bene, "stando attenti a cogliere anche il più piccolo dettaglio o cambiamento nel proprio corpo". Poi, esami come la mammografia, l'ecografia, la risonanza magnetica, farà il resto. Sempre meglio, e sempre nella direzione di salvare quante più vite possibili. E alzare quella percentuale di guarigione.
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