Catanzaro, alla Libreria Coriolano un confronto sulla teosofia tra ricerca interiore e fratellanza

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Catanzaro, alla Libreria Coriolano un confronto sulla teosofia tra ricerca interiore e fratellanza


  22 ottobre 2026 15:30

di IACOPO PARISI

La ricerca di una dimensione interiore capace di andare oltre l’apparenza, in un tempo segnato da incertezze, conflitti e cambiamenti profondi. È attorno a questo tema che, alla Libreria Coriolano di Catanzaro, si è sviluppato l’incontro dedicato alla teosofia, promosso dal Centro Studi Tetraktys e intitolato “Dall’io al sé e ritorno”. Un momento di dialogo e confronto che ha posto al centro alcuni temi chiave del pensiero teosofico: il rapporto con gli altri, la riconciliazione con la natura e l’idea di un’unità profonda della vita.

A introdurre l’appuntamento è stato Luigi Celano, presidente del Centro Studi Tetraktys, che ha spiegato il senso dell’iniziativa come “un piccolo viaggio alla ricerca di una dimensione interiore diversa rispetto alla società di oggi”, una società che, ha osservato, “ci propone invece un mondo costituito da immagine e da apparenza”. Celano ha sottolineato come l’obiettivo degli incontri promossi dal centro sia quello di offrire “un punto di forza e un contributo” in una fase storica complessa, ribadendo la volontà di proporre un pensiero “positivo”, orientato non al giudizio ma alla costruzione. Nel suo intervento ha poi chiarito la natura della teosofia, definendola non come una religione ma come un modo di vivere e di studiare le diverse tradizioni filosofiche e religiose, alla ricerca di punti di contatto capaci di dimostrare che “gli uomini sono tutti uguali”.

Un passaggio che ha condotto al tema della fratellanza universale, indicata come uno dei cardini della riflessione teosofica. “Mai come in questo momento di guerre, di conflitti, di contrasti, c’è bisogno che gli uomini si riconoscano tra di loro”, ha affermato Celano, evidenziando la necessità di guardare alle differenze non come motivo di divisione ma come occasione di rispetto reciproco e consapevolezza comune.

A sviluppare il cuore della riflessione è stato quindi Albino Raffaele. Il titolo “Dall’io al sé e ritorno”, ha spiegato, richiama l’idea di un viaggio: non tanto quello esteriore, oggi reso semplice dalla velocità degli spostamenti, quanto piuttosto il più complesso viaggio interiore, quello che conduce ciascuno a interrogarsi su sé stesso. Per rendere più chiaro il percorso, Raffaele ha distinto l’“io” dal “sé”. Il primo, nella sua lettura, coincide con la dimensione dell’apparenza, della coscienza ordinaria, del nostro modo di presentarci nel mondo; il secondo rimanda invece alla parte più profonda dell’essere, alla dimensione interiore e spirituale. Una distinzione proposta come strumento di comprensione, utile ad affrontare uno degli interrogativi più antichi dell’esistenza umana: chi siamo veramente? Una riflessione che Raffaele ha ricondotto al celebre motto “Conosci te stesso”, inciso sul tempio di Apollo a Delfi. Proprio da qui si è snodata la riflessione del relatore, che ha richiamato il valore universale di quell’invito alla conoscenza di sé, dal pensiero dell’antica Grecia fino alla filosofia orientale. Raffaele ha quindi affrontato anche il tema della formazione dell’io, descrivendolo come un processo che prende forma nei primi anni di vita, quando il bambino inizia a riconoscersi come individuo e a costruire, attorno a quella semplice parola, “io”, una prima percezione di sé e del proprio posto nel mondo.

L’incontro ha così offerto al pubblico non soltanto un approfondimento su una corrente di pensiero spesso poco conosciuta, ma anche uno spazio di riflessione sul presente e sulle possibilità di ricostruire relazioni più autentiche, a partire da sé stessi. Un invito, in sostanza, a rallentare e a interrogarsi su ciò che sta oltre la superficie, nel tentativo di ritrovare un senso di unità in una fase storica attraversata da fratture e smarrimento.