Catanzaro, "Case dormienti, una ricchezza sommersa": presentato il 4° rapporto di Federproprietà e Censis

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  18 febbraio 2026 21:22

di GAETANO MARCO GIAIMO

"La casa per gli italiani è molto più che un bene materiale, è un pilastro della sicurezza familiare tramandata di generazione in generazione". È da questa premessa che parte la volontà di Federproprietà, la Federazione Nazionale Proprietà Edilizia, di dar vita questo pomeriggio al convegno "Case dormienti, una ricchezza sommersa" che ha animato la Sala Conferenze della sede di Confindustria a Catanzaro. L'occasione ha riunito diverse personalità del mondo istituzionale, professionale, accademico e associativo che hanno potuto dare il proprio contributo sull'attualissimo tema delle prospettive del settore immobiliare nella nostra regione.

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Il fenomeno messo sotto esame è emerso dal 4° Rapporto di Federproprietà e Censis presentato a dicembre in Parlamento e oggi calato nella dimensione territoriale calabrese e catanzarese: "In tutta Italia su 33 milioni di unità immobiliari 8,5 sono inutilizzate", ha sottolineato, durante l'introduzione, il Presidente di Federproprietà Calabria, Ugo Gardini, "questo porta anche alle difficoltà dei giovani ad accedere alla prima casa e il numero rimane omogeneo su tutto il territorio nazionale: stasera vogliamo dare un primo momento di riflessione che, sicuramente, non sarà esaustivo". A fargli seguito sono stati i saluti di Francesco Granato, Vice Presidente Vicario di Federproprietà.

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L'intervento del Vice Presidente della Giunta Regionale, Filippo Mancuso, ha certificato l'attenzione della politica verso questa problematica: "Il primo punto di riflessione dovrebbe venire dal fare in modo che i nostri figli possano lavorare in Calabria per dare loro le case che abbiamo a disposizione. La Regione sta provando a mettere in piedi la cartografia che indichi i luoghi adibiti alle nuove costruzioni. Stiamo tracciando le linee per il recupero del patrimonio esistente e stiamo discutendo anche con l'Ance i piani dedicati all'housing sociale: abbiamo 120 milioni di euro da investire a riguardo e vogliamo destinare il 40% circa alle amministrazioni pubbliche per il recupero di edifici da convertire in abitazioni disponibili per sopperire al disagio sociale, una parte vogliamo dedicarla al recupero di fabbricati dismessi o in cattive condizioni, poi 25 milioni saranno investiti nell'abbattimento delle barriere architettoniche e infine una parte della spesa andrà verso il recupero delle zone degradate. Il nostro progetto è ambizioso e siamo aperti al confronto con chi si occupa di queste materie".

A portare altri saluti istituzionali sono stati Francesco Cusimano, in rappresentanza di Confindustria Calabria, e Pietro Falbo, Presidente della Camera di Commercio di Catanzaro-Crotone-Vibo Valentia: Cusimano ha portato all'attenzione dei presenti l'esperienza di alcune aziende che comprano immobili nei centri storici da dare in uso ai propri lavoratori stranieri; Falbo si è soffermato sulla sua esperienza nel mercato immobiliare, ribadendo come la grande crisi che è avvenuta tra il 2007 e il 2013 ha portato a molte delle conseguenze che oggi si vivono in questo settore e concludendo con la necessità di ricordare che "la casa è la cellula del sistema e della comunità".

Maria Francesca Cosco, Presidente provinciale Federproprietà, ha poi introdotto una serie di interventi tecnici. La prima a prendere la parola è stata Sonia Bruzzese, Presidente dell'Ordine Regionale degli Assistenti Sociali, che ha voluto sottolineare come "parlare di casa significa parlare di diritti sociali perché senza un'abitazione nessun progetto di vita regge". Il Direttore Generale della Banca di Montepaone, Antonio Dodaro, ha voluto dare un contributo di livello intellettuale, citando illustri professori e rettori per trasmettere il messaggio che "occorre un cambio di prospettiva per trovare modalità nuove che diano spazio a tutti gli interessi in gioco, che non sono necessariamente contrapposti". Gerlando Cuffaro (Presidente dell'Ordine degli Ingegneri di Catanzaro) ha voluto ricordare la necessità di un punto d'incontro tra pianificazione urbanistica e PAI, mentre Ferdinando Chillà (Presidente Collegio dei Geometri e Geometri laureati - Catanzaro), dopo un breve dibattito con Dodaro, ha dichiarato che il problema delle case dormienti deve essere uno stimolo per riattivare l'economia. 

Un altro spunto di riflessione significativo è arrivato da Eros Corapi, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Catanzaro: "Tutti parlano di rigenerazione urbana ma a livello nazionale ancora non esiste una legge a riguardo. Buona parte dei nostri comuni creano artifici che consentano di dar vita a zone che diventano le aree di speculazione edilizia: si parla di consumo suolo 0 eppure si continua a costruire. In Italia siamo bravi a filosofeggiare ma non riusciamo mai a mettere in piedi le cose nel concreto: c'è bisogno di chiarezza e coerenza". Dello stesso avviso è Marianna Mauro, Professore Ordinario di Economia Aziendale dell'Umg: "Se affrontassimo la rigenerazione urbana come un settore economico, secondo alcuni studi, potremmo generare un impatto complessivo sul pil di 1600 miliardi di euro dal 2025 al 2050. Il panorama demografico è profondamente cambiato e si sente la necessità di strumenti di governance che non siano contraddittori". 

Marco Napoli, di Fimaa, ha messo in evidenza le criticità del mercato immobiliare a Catanzaro, con numeri sconcertanti riguardo le vendite soprattutto per quanto riguarda il centro storico. Anna Palaia, Vice Presidente di Casaconsum Calabria, ha avanzato la proposta di dare vita a un organismo interattivo aperto ai contributi di tutti e che ponga nella propria agenda le tematiche dibattute stasera. L'ultimo intervento è stato affidato a Maria Grazia Vittimberga, Vice Presidente Anci Calabria: "Credo che una buona percentuale delle case dormienti sia costituita da edifici abusivi, soprattutto nei piccoli paesi dove c'è scarsità di documenti urbanistici: forse dovremmo chiederci come fare per reimmettere queste case nel circuito della regolarità. Noi sindaci viviamo spesso il dramma degli alloggi popolari: servirebbero bandi per mettere a disposizione delle famiglie bisognose questi edifici inutilizzati". A concludere la serata, Francesco Granato: "Non si possono tirare le somme di un dibattito come questo perché bisogna far partire dalla serata di oggi un momento di meditazione corale su questi argomenti. Oggi abbiamo registrato le criticità, le soluzioni sono vicine e possibili ma non sono scontate". Ciò che viene fuori, dal convegno, è la volontà di tutti gli attori coinvolti di cambiare questo trend a livello locale: ora servirà coordinare queste intenzioni per poter invertire la tendenza.


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