Catanzaro, Cimino: "La bellezza di Marina"

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  15 settembre 2026 13:07

di FRANCO CIMINO

Marina ha avuto una bellezza antica. Una bellezza così grande che ha saputo resistere agli sfregi e alle ruberie che ha subito. È rimasta in piedi anche con il peso enorme che è stato messo sulle sue spalle. Ed è rimasta fiera e dignitosa, nonostante avessero coperto gli occhi con quei muri che non hanno risparmiato neppure una fessura, perché questi occhi si vedessero da lontano.

La bellezza antica di Marina è nel mare che luccica anche d’inverno e che, a seconda della luce che gli viene dall’alto, si fa d’argento e d’oro, si colora di un celeste variabile, che di notte si confonde col blu profondo del cielo, quando il cielo è senza le stelle e la luna, ruffiana e misteriosa, si è nascosta.

La bellezza di Marina è nel suo cielo, che neppure il temporale riesce a disturbare. È limpido anche quando le nuvole vorrebbero coprirlo, ma non ci riescono neppure sotto una tempesta. È fascinoso quando le nuvole sono bianche e giocano, come fanno i bambini, a costruire forme di sé stesse diverse, che si affidano all’immaginazione di chi le guarda perché prendano il nome che ciascuno di noi voglia dare.

La bellezza di Marina è il vento. È tenero, discreto, progressivo, per quel che della sua mutevole forza possa servire alla bellezza. Anche a quella delle donne, quando scompiglia i capelli e svolazza le gonne per accendere le fantasie dell’amore.

La bellezza di Marina è nel canto che viene dal mare e impresta la sua voce ai pescatori quando, stanchi, ritornano alla riva.

Ed è un canto festoso quando la barca è piena delle reti gonfiate.

Ed è un canto triste se solo le braccia dei pescatori sono pesanti e leggere le barche del ritorno, vuote le tasche del giorno e secche del fumo le bocche.

La bellezza di Marina è nei suoi santi, nella Madonna e nel Crocifisso del Venerdì Santo portati in processione; è nella fatica delle nostre mamme, nella gaiezza dei bambini che inventavano qualsiasi gioco e facevano di qualsiasi piccolo spazio, cortile sterrato, spiaggia, i campi di pallone della loro voglia di giocare e dei loro sogni.

E della gioventù di quella età, che Marina ha lasciato che non si muovesse mai, neppure quando l’età e la voglia di fare l’ha portato lontano.

La bellezza di Marina è in quella delle ragazze stupende che qui sono nate, cresciute e vissute.

La bellezza di Marina è nel ricordo che si fa nostalgia, del tempo in cui tutta questa bellezza c’era, piena e intatta.

Ed è ancora negli occhi e nel viso, sempre bellissimo, delle ragazze che non sono mai invecchiate.

Molte se ne sono andate.

Ma tu, tra le ultime regine di quel regno, non andartene. Per favore, resisti.

Nei tuoi occhi c’è quella bellezza di Marina, che non può scomparire.

P.S. E non mi hai dato ascolto. Te ne sei andata. Di notte, prima che arrivasse l’alba.

Adesso accendi della tua Luce un po’ le strade della tua Marina, quando dimenticheremo di accendere i nostri occhi.