




Ed anche “Fai da Tech 2”, la seconda edizione del corso di artigianato digitale promosso dall’associazione “New Help” di Mario Rizzo, in collaborazione con l’associazione “Ave-Ama” e l’APS “Oikos”, è giunto a conclusione. Con la consegna degli attestati ai diciotto partecipanti con disabilità intellettive, nella sede di Ave-Ama, in un clima di grande convivialità, la domanda ricorrente è stata come mettere a frutto quanto imparato.
Mario Rizzo, supportato da Alessandro Corrado di Oikos, ha rassicurato in merito alla prossima pubblicazione di un catalogo che contenga i manufatti realizzati in 3D, in legno o con strumentazioni complesse, come la termopressa, e magari anche all’organizzazione di un evento espositivo, mentre il vicepresidente di “New Help”, Fulvio Brescia, ha ricordato come il gruppo, facente parte di un centro diurno, si sia rinsaldato attraverso l’impegno dell’associazionismo, che era “l’anello mancante” per il perseguimento di un obiettivo di tipo “psico-sociale” che abbattesse lo stigma attorno alla salute mentale.
Il progetto, d’altronde, punta a fornire delle competenze specifiche, che – secondo quanto auspicato dal presidente di Ave-Ama, Giovanni Cirillo - possano aprire le porte a forme di imprenditoria per l’avvio di cooperative sociali o di tirocini atti a garantire un futuro professionale, in base a quanto disposto dalle linee guida sulla disabilità ex D.Lgs. 62/2004.
La ricerca di una prospettiva lavorativa va, infatti, nella direzione del cosiddetto “Progetto di Vita”: “Spetta a voi costruire il vostro “Progetto di Vita” in base a quelle che sono le vostre aspirazioni ed inclinazioni – ha proseguito Rita Ciciarello, nella sua prima uscita pubblica come nuova presidente del CSV Calabria Centro – Ora ci sono le risorse per cucirvi addosso “il vostro vestito”, che altro non è che il vostro futuro. E potete affidarvi agli ETS per la presentazione del Progetto al Comune. Non perdete tempo per crearvi da soli un lavoro adatto a voi, anche attraverso la costituzione di una cooperativa o di una compagnia di teatro stabile, come conseguenza dell’esperienza teatrale che avete perseguito in questi anni con una serie di spettacoli”.
E poi è arrivato il momento del rinfresco, amabilmente preparato dalla tutor Annarita Magro assieme agli altri volontari, durante il quale i ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi sull’esperienza e di manifestare anche un po' di tristezza per la fine del percorso: “Il lavoro manuale mi aiuta a superare le mie paturnie – ha spiegato una dei corsisti, Angela – Mi sono divertita, in particolare, a realizzare i portachiavi, ma anche altre cose che altrimenti non avrei fatto mai. Ma soprattutto mi piace sottolineare come prima del corso fossi sola, mentre ora posso dire di avere degli amici”.
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