di JASMINE CRISTALLO
È un intreccio di memoria, gratitudine e responsabilità quello che accompagna oggi il ricordo di Quirino Ledda, uomo che ha lasciato un’impronta profonda nella storia politica e civile della Calabria e della città di Catanzaro. L’omaggio che gli viene tributato rappresenta il riconoscimento sincero verso una figura che ha saputo incarnare, con rara coerenza, il senso più autentico dell’impegno pubblico.
Quirino Ledda apparteneva a quella generazione di uomini per i quali la politica era anzitutto una scelta di vita: disciplina morale, servizio, dedizione quotidiana. In lui convivevano rigore intellettuale e straordinaria umanità. La sua forza non risiedeva soltanto nei ruoli ricoperti, ma soprattutto nella credibilità conquistata sul campo, giorno dopo giorno, attraverso il lavoro, la presenza costante, il sacrificio e una coerenza che non veniva mai meno, neppure nei momenti più difficili. Era uomo di idee solide, ma incapace di trasformarle in arroganza; dirigente autorevole, ma sempre vicino alle persone comuni; protagonista della vita pubblica senza mai perdere sobrietà, misura e senso delle istituzioni.
Per questo la figura di Quirino Ledda, che ha intrecciato profondamente il proprio destino umano e politico con quello della Calabria, continua ancora oggi a parlare alle nuove generazioni.
Catanzaro, nel rendergli omaggio, riafferma un’idea alta della politica e della democrazia. Ed è proprio nei tempi incerti che stiamo attraversando che esempi come quello di Quirino Ledda diventano ancora più preziosi, perché continuano a indicarci una direzione fondata sulla serietà, sulla passione, sul coraggio e su un autentico amore per la propria comunità.
Ho avuto il privilegio di conoscere Quirino Ledda da vicino e, per chi come me muoveva allora i primi passi nella vita politica, egli rappresentava un punto di riferimento umano prima ancora che politico. Sapeva ascoltare, incoraggiare, trasmettere passione civile senza mai ostentare superiorità o distanza. Ricordo la sua autorevolezza discreta, la capacità di farti sentire parte di una comunità e di una storia più grande.
A lui ho voluto sinceramente bene, perché accanto al dirigente rigoroso e al combattente instancabile vi era un uomo capace di autentica umanità, di attenzione verso gli altri e di rara generosità. Il suo ricordo resta per me legato non soltanto alla dimensione pubblica della sua figura, ma soprattutto alla qualità umana che sapeva trasmettere nei rapporti personali: la discrezione, il rispetto degli altri, la capacità di ascoltare e di incoraggiare senza mai cercare protagonismo. È anche per questo che la sua testimonianza continua ancora oggi a lasciare un segno profondo in quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di condividere con lui un tratto di strada.
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