



“Nonostante le ripetute denunce, il grido d'allarme lanciato dai cittadini e le segnalazioni a mezzo stampa, il cimitero del quartiere Santa Maria, a Catanzaro, continua a sprofondare nel degrado”, così Andrea Critelli, vice presidente del Movimento politico Nuova Genesi e già consigliere comunale, torna a farsi portavoce di una situazione che ha ormai superato il limite della decenza e della sicurezza. “Le criticità non sono nuove, ma il dato più allarmante è l'inerzia degli addetti ai lavori”, Critelli sottolinea come, nonostante le note stampa del 29 gennaio 2025 e del 10 settembre 2025, nulla sia cambiato. Anzi, lo scenario è visibilmente peggiorato.
“Il muro pericolante a gennaio era un rischio, oggi è una certezza di instabilità, passabile di crollo da un momento all'altro. L'incuria è ormai dominante e il maltempo degli ultimi giorni non ha di certo migliorato le problematiche sul territorio del cimitero”, continua Critelli: “Sono state adoperate soluzioni temporanee e inefficaci: il posizionamento di semplici transenne o reti (usate in passato anche per l'emergenza cinghiali) non rappresenta un intervento risolutivo, ma solo un modo per nascondere la polvere sotto il tappeto”. E ancoira: “Oltre al rischio strutturale, si aggiunge un dettaglio che ferisce la dignità del luogo e dei residenti: la mancanza di illuminazione adeguata. È inaccettabile – dichiara Critelli – che in un luogo dove dovrebbe regnare il rispetto per i nostri cari, i visitatori siano costretti a provvedere autonomamente a fornire la luce per i propri defunti. Siamo davanti a un servizio essenziale totalmente assente, che costringe le famiglie a colmare le lacune di un’amministrazione latitante”.
Il sospetto che esistano zone della città trattate con pesi e misure diverse diventa per il movimento Nuova Genesi una triste certezza. Critelli si domanda: “Perché, dopo quasi un anno dalla prima segnalazione, la situazione è peggiorata invece di stabilizzarsi? Non è allarmismo, è realtà documentata dalle foto e dalle testimonianze dei residenti – conclude Andrea Critelli –. Quel muro non va bene in quello stato e la gestione complessiva è offensiva per la memoria dei defunti. Chiediamo risposte serie e interventi immediati, non l'ennesima rete di plastica per recintare un fallimento amministrativo”.
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