Catanzaro, Don Andrea Perrelli a San Vitaliano: "Scrivo ciò che vedo. Sogno un cimitero, oggi vuoto e triste, come una promessa di felicità"

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images Catanzaro, Don Andrea Perrelli a San Vitaliano: "Scrivo ciò che vedo. Sogno un cimitero, oggi vuoto e triste, come una promessa di felicità"


  09 ottobre 2026 18:28

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di Don Andrea Perrelli

 Caro San Vitaliano,

dopo oltre 4 anni, virgolettando il poeta dei morti, Giovanni Pascoli: "Oh! Valentino vestito di nuovo, come le brocche dei biancospini!

Solo, ai piedini provati dal rovo porti la pelle de' tuoi piedini; porti le scarpe che mamma ti fece, che non mutasti mai da quel di, che non costarono un picciolo: in vece costa il vestito che ti cucì". Tu, ancora una volta, con il nuovo "look", ci stimoli a non essere smemorati, a non vivere a un livello puramente istintivo, in balia della convenienza, ma a considerare, attraverso le situazioni, anche le più esecreanti, l'impegno della dignità della persona, oltre la morte. Non mercanteggiando parole, futili e inutili: voglia di trasparenza.

Sempre ho sentito vivo, il bisogno di vedere oltre, nella verità. Appelli sospesi nell'aria che, hanno un nome: "incredibili deserti", "chiusura negli spazi del silenzio", "inadeguatezza", "mancanza di prevenzione", anche, "igienico-sanitaria". Sogno un cimitero, oggi vuoto e triste, come una promessa di felicità, una scala di luce posata sul cuore, che sale verso l'intelligenza della volontà, con il concerto lontano e profumato dei morti. Il Campo Santo, è ciascuno di noi, cercatori di luce che, veniamo a vincere le paure e le ombre, che invecchiano il cuore.

Oggi, ho la responsabilità di custodire con premura e rispetto questo luogo sacro, questa terra benedetta dai ricordi, che, vigila sulle sorti della città, come sentinella arroccata sui "tre colli", nella speranza di riuscire a restituire l'emozione di quanti, entrando in questo misterioso luogo, sono rapiti dalla sua bellezza e dalla sua armonica quanto complessa semplicità, che segna il percorso di una vita.

Vescovo di Capua, ti invoco, con le parole del Vescovo Bello, innamorato dei poveri, degli esclusi, degli ingombranti, del piccolo arioso Campo Santo di Alessano, dei morti, presenze radicate e tumulate nell'anima, Profeta di pace: "Tu continua a guardarmi e io, stando difronte, ti avverto come forza irresistibile che ricompagina attorno a sè, non solo le cose, ma anche gli eventi. Si, sento che in te non c'è prima né poi, ne ieri ne domani. O meglio, ieri e domani convivono insieme con il tuo indefettibile oggi: quell'oggi imperituro che annulla le nostalgie ed è estraneo all'amarezza dei ricordi".

Questa arcana lettera di invocazione, mi rovescia, d'un colpo, nelle parole di Papa Leone XIV: "nella vita non faccio politica: annuncio il Vangelo". (Papa Previsto, volo verso Algeri, 2026).

"....Alla fine della vita, non ci sarà chiesto se siamo stati credenti, ma credibili". (Giudice Rosario Livatino).

Vitaliano, nostro Patrono, vieni, torna, abbiamo bisogno di Te!