Catanzaro, don Andrea Perrelli: "Obitorio: carbone incandescente tra lacrime"

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  15 settembre 2026 16:56

di DON ANDREA PERRELLI

"Dio è un vento di libertà  e verità.  Non mi sono mai chiuso in un silenzio rancoroso , ho allacciato il dialogo con appelli saldi e rispettosi , con passione e responsabilità,  in un dialogo di incontro mai alzando la voce , né puntando il dito. Mai prediche dall' alto del pulpito scavalcando la liturgia , sconfinando nella vita ma stando ad altezza di occhi, al millimetro di sguardi , in un obitorio dall'acre odore, che , " Grida al cospetto di Dio ' , ponendo la persona , come relazione , comunione e dono da condividere. Appelli sempre inascoltati.   "... É una condivisione che ci chiama ad uscire da ogni passività e indifferenza dinanzi agli avvenimenti che accadono, alla storia e alla vita delle persone. Non è possibile restare spettatori disinteressati, occorre invece ascoltare con il cuore , lasciarsi interpellare, farsi coinvolgere. Infatti, solo nella condivisione dell impegno, è possibile arrivare a risposte adeguate". ( Leone XIV , mercoledì,  2 Settembre 2026 ). )

La Madonna, sotto il titolo del " Carbone " , tanto Venerata nella Sua cappelletta , ai piedi della Chiesa del Rosario, Madre Addolorata , oggi ne facciamo memoria, è stata presente, ancora una volta, in un obitorio sempre più "squallido ", in " frantumi ", oggi più " Piccante " , ma carico di eterno, leggendo i segni della speranza, nelle vicende lettuose di un Campo Santo e di un obitorio,  oltre la Vita, la morte , i sogni, il dolore che , " Inter Lilia " , sfociano  nella Gloria, "... si moltiplicano le feste , ma manca la festa " ( Vescovo Bello, La carezza di Dio) . La Madonna , con il S uo " Carbone " capace di raggiungere il cuore anche nei più ostinati e di mostrare che ogni vera autorevolezza , non nasce dal potere, ma dalla capacità di mettersi al servizio e di consegnare la propria forza a qualcosa di più grande. "...In un tempo segnato da profondi mutamenti, da cui derivano preoccupanti squilibri, la Chiesa è chiamata a servire l'essere umano, ascoltando e accogliendo gli interrogativi più profondi del suo cuore e gli aneliti che lo abitano ". (Leone XIV, mercoledì, 2 settembre 2026).  Il mio pensiero va, infine, a San Vitaliano. Egli è detto " Almo ", custode del nostro Camposanto, per la sua eccezionale attività di pastore in tempi assai difficili per la società e la Chiesa di Capua: un " Almo" che attingeva forza e vigore dalla fede viva nel Risorto presente.  L'Eterno contemporaneo. Il suo esempio susciti in ciascuno di noi una rinnovata intensa fiducia in Dio, fonte di grazia e di speranza per "amatissima e cara Catanzaro ". (Vescovo, De Riso).