Catanzaro, don Perrelli: “Il cimitero non è solo uno straordinario museo all'aperto ma un grande libro di ricordi”

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  21 settembre 2026 17:49

di DON ANDREA PERRELLI

Il Campo Santo Urbano, non è soltanto uno straordinario museo all'aperto, ma è un grande libro di ricordi, con tanti ricordi, racchiusi in un mondo di ricordi, di un'intera città. Attraverso questo mondo di ricordi e possibile, anzi necessario essere un mosaico di storie, in cui ogni attimo rappresenta l'Eterno contemporaneo, nell'eterno presente, di un percorso, di un racconto, di una vita.

Sono i ricordi di ogni Catanzarese e di una "amatissima e cara Catanzaro", virgolettando il Vescovo De Riso, in continuo cambiamento, ma immutabile nella memoria dei suoi morti. Questo luogo Santo "oggi", è avvolto dal disinteresse, dall'incuria, dal totale abbandono: "squallido", "frantumato", "piccante", solo di acre e nauseabondo odore: ".....Voi infatti siete morti e la vostra vita è ormai nascosta con Cristo in Dio!" (col. 3,14), dove si intrecciano storie individuali, la storia della nostra città, in una galleria di voci, di volti, "carichi di eterno".

Dai tanti "appelli", affiorano, come motivi continui, a volte sommessi, a volte, prepotentemente e coerentemente espressi, in primo piano: l'umanità, il disincanto, il disinteresse, il silenzio, l'oblio, il rapporto tra cultura laica e religione cattolica, mancanti in un luogo che, da secoli è cento e anima della nostra Catanzaro, oggi, privato di ricordi individuali, specchio di vita umana, sospesa tra la nostra quotidianità e quella sognata, delineando i confini di uno spazio, in un mondo di ricordi, faticosamente conquistati, in una "notte di squallido abbandono dominante", di questo museo all'aperto che, integrandosi nello scenario naturale, mosso e articolato, proprio di una città, che dovrebbe essere città-giardino.

Il tutto, in una intensità, fonte di meditazione e ispirazione qual è la riflessione sulla morte: ".....si amoreggia col fatalismo, ci si appiattisce in una esistenza che scorre, senza più stupore, senza più spessore, come le immagini sul video.

Si moltiplicano le feste, ma manca la festa. Le letizie diventano sbornie; incontri, frastuoni". (Vescovo Bello - La Carezza di Dio).

Il mio pensiero, sempre si rivolge a San vitaliano. Il frusciare del suo piviale susciti in ciascuno di noi, la lezione che, c’è tanto da imparare dalla Storia dei morti, una Storia che, ci accompagna con tenerezza e con passione.

Vento di passione, vento dei morti.