Catanzaro, Don Roberto Corapi: “Educare le coscienze per prevenire la violenza e salvare vite”

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  09 settembre 2026 07:33

di DON ROBERTO CORAPI

Un progetto di prevenzione, sensibilizzazione e formazione per contrastare il drammatico fenomeno del femminicidio, partendo dall’educazione delle coscienze. È questa la sfida che Don Roberto Corapi, insieme alla sua équipe universitaria della Diocesi di Catanzaro-Squillace, intende promuovere coinvolgendo il mondo accademico e le istituzioni.

Il percorso prenderà avvio dall’Università Magna Graecia di Catanzaro, luogo simbolico nel quale formazione e cultura possono diventare strumenti concreti per costruire una società più consapevole e rispettosa della dignità della persona.

Il messaggio scelto per accompagnare l’iniziativa è diretto e senza ambiguità:

“DENUNCIATE PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI”.

Un appello rivolto alle donne vittime di violenza, ma anche a tutta la società. Riconoscere i segnali, non minimizzare, rompere il silenzio e chiedere aiuto possono essere passaggi decisivi per evitare che la violenza sfoci in una tragedia.

EDUCARE LE COSCIENZE

Per Don Corapi, però, la prevenzione non può limitarsi all’intervento quando la violenza è già esplosa. Occorre agire prima, attraverso un’autentica educazione delle coscienze.

Educare significa aiutare i giovani a comprendere che amore non significa possesso, controllo, gelosia, paura o sopraffazione. Significa promuovere una cultura nella quale il rispetto dell’altro sia un valore irrinunciabile.

In questa prospettiva, l’Università può diventare un laboratorio di cittadinanza e responsabilità, capace di mettere in dialogo studenti, docenti, istituzioni, professionisti e realtà ecclesiali e sociali.

AD OTTOBRE IL CONVEGNO “NON CHIAMATELO AMORE”

Nel mese di ottobre, presso l’Ateneo, è previsto un importante convegno dedicato al fenomeno del femminicidio, dal titolo:

“NON CHIAMATELO AMORE”.

L’incontro coinvolgerà relatori di prestigio e sarà un momento di approfondimento e confronto sulla prevenzione della violenza contro le donne, sul ruolo educativo della società e sulla necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e territorio.

Il titolo stesso del convegno vuole essere un richiamo forte alla responsabilità collettiva: la violenza non è amore e non deve mai essere giustificata, normalizzata o nascosta dietro la parola “amore”.

L’APPELLO ALLE ISTITUZIONI

Don Corapi intende inoltre rivolgere un appello alle istituzioni affinché si rafforzi sempre più una rete di prevenzione, ascolto e protezione, capace di intervenire tempestivamente davanti ai segnali di pericolo.

L’obiettivo è creare una vera alleanza educativa e sociale: Chiesa, Università, istituzioni, famiglie, scuola e territoriochiamati insieme a costruire una cultura della prevenzione.

Perché combattere il femminicidio significa anche avere il coraggio di educare prima che sia troppo tardi.

Il messaggio di Don Roberto Corapi è dunque un invito alla responsabilità: educare le coscienze, rompere il silenzio, denunciare la violenza e proteggere la vita.

“Non chiamatelo amore” non vuole essere soltanto il titolo di un convegno, ma l’inizio di un percorso culturale e umano: perché prevenire significa soprattutto imparare a riconoscere il male prima che diventi tragedia.