







Il riconoscimento approvato all’unanimità dal Consiglio comunale. Il maestro orafo ripercorre il legame con la città, nato quando era ancora un giovane artigiano
15 luglio 2026 19:33di IACOPO PARISI
Catanzaro ha conferito la cittadinanza onoraria a Gerardo Sacco, suggellando un rapporto umano e professionale iniziato molti decenni fa. Il riconoscimento è stato approvato all’unanimità dal Consiglio comunale e accompagnato dalla consegna simbolica delle Chiavi della città al maestro orafo crotonese. “Ricevere le Chiavi della città di Catanzaro rappresenta per me un onore profondo, uno di quei momenti che rimangono impressi non soltanto nella memoria, ma soprattutto nel cuore”, ha detto Sacco, sottolineando il valore di un gesto che rappresenta fiducia e appartenenza.
Per il maestro, la cittadinanza onoraria non è soltanto un riconoscimento personale, ma soprattutto un omaggio al lavoro artigiano, alla creatività e alla cultura della Calabria, terra dalla quale ha tratto l’ispirazione per tutta la propria produzione. Nei suoi gioielli hanno trovato spazio la Magna Grecia, i simboli antichi, il mare, le tradizioni, la fede e le leggende popolari. “Ho sempre desiderato che le mie opere non fossero soltanto oggetti preziosi, ma piccoli racconti capaci di portare nel mondo la nostra identità, la nostra cultura e la nostra dignità”.
Nel suo intervento, Sacco ha ripercorso il rapporto con Catanzaro, una città che seppe riconoscere il suo talento quando era ancora agli inizi. “Conobbi persone che si rivolgevano a me chiamandomi “Don Gerardo”. Può sembrare soltanto un modo di dire, ma per il ragazzo che ero rappresentava moltissimo. Mi faceva sentire rispettato, considerato, importante”. Alcuni amici gli misero a disposizione un appartamento nel quartiere San Leonardo. Il sabato raggiungeva Catanzaro, incontrava professionisti, medici e famiglie della città, osservava pietre e gioielli da trasformare, realizzava schizzi e preparava i preventivi. Poi tornava a Crotone per lavorare durante la settimana. “Posso affermare che alcuni dei primi veri estimatori che diedero fiducia alla mia creatività furono proprio i catanzaresi”. Tra i ricordi più significativi anche la prima vera mostra al Circolo Unione, organizzata grazie al giudice Blasco. Fu un passaggio decisivo: arrivarono l’interesse del pubblico, i primi riconoscimenti e i primi articoli sulla stampa.
Ma il legame con Catanzaro si manifestò soprattutto nei momenti difficili. Nel febbraio del 1979 Sacco subì una rapina che lo colpì non soltanto sul piano economico, ma anche morale. Attorno alla vicenda nacquero sospetti e insinuazioni, fino all’accusa di avere organizzato personalmente il furto, nonostante non avesse alcuna assicurazione. Fu allora che da Catanzaro arrivò una forte testimonianza di solidarietà. Il maestro ha ricordato amici e sostenitori che si mobilitarono in suo favore e si recarono dal direttore della Banca Commerciale per esprimere la propria vicinanza. La risposta del dirigente rimase impressa nella sua memoria: “Gerardo Sacco gode già della mia piena e illimitata fiducia e di quella di questo Istituto”. “In un momento nel quale mi sentivo colpito non soltanto economicamente, ma anche moralmente, quelle parole e quella solidarietà mi restituirono forza, dignità e coraggio”.
Da qui una delle frasi più intense del discorso: “Catanzaro ha creduto in me quando avevo ancora tutto da dimostrare. Ha creduto nell’artigiano prima ancora che diventasse un’azienda, nell’idea prima ancora che diventasse una collezione, nel disegno prima ancora che diventasse un gioiello”.
Il sindaco Nicola Fiorita ha definito il conferimento “il riconoscimento di un legame profondo tra una comunità e una persona che, con il proprio lavoro, il proprio esempio e la propria visione, ha contribuito a renderla più ricca e più consapevole della propria identità”. Pur essendo radicata a Crotone, ha osservato Fiorita, la storia di Sacco ha incontrato in Catanzaro un luogo essenziale, nel quale il talento ha trovato spazio per crescere e il laboratorio artigiano si è trasformato in un punto di riferimento internazionale. Il sindaco ha evidenziato anche il valore di una scelta precisa: restare in Calabria e dimostrare che da questa terra è possibile creare impresa, occupazione e bellezza senza rinunciare alla propria identità. “Attraverso i suoi gioielli migliaia di persone hanno conosciuto una Calabria lontana dagli stereotipi, una Calabria colta, elegante e creativa, capace di trasformare la propria storia in arte”.
Sacco ha infine dedicato il riconoscimento ai giovani calabresi, invitandoli a non considerare le proprie origini un limite.“Non è sempre necessario andare lontano per costruire qualcosa di importante. Anche dalla Calabria si può creare bellezza, si può fare impresa, si può innovare e si può parlare al mondo”. La chiusura del suo intervento ha racchiuso il significato dell’intera cerimonia: “Da oggi sentirò questa città ancora più vicina e ancora più casa mia. Oggi ricevo le Chiavi della città, ma il vostro cuore me lo avevate consegnato già molti anni fa”.
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