
di GAETANO MARCO GIAIMO
Mai più vittime della violenza politica. È con questo proposito ben saldo che il coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia Catanzaro ha organizzato, quest'oggi, una commemorazione per Sergio Ramelli, giovane militante del Fronte della Gioventù scomparso il 29 aprile 1975. Ramelli morì dopo quaranta giorni d'agonia, a seguito delle gravi lesioni causate da un'aggressione di alcuni esponenti di Avanguardia Operaia, movimento extraparlamentare di matrice comunista. La cerimonia della deposizione di una corona di fiori è avvenuta proprio nel giardino a lui intitolato lo scorso anno nel Parco della Biodiversità Mediterranea "Michele Traversa".

"Siamo qui per ricordare la figura di Sergio, che è stato un militante, un giovane che non aveva nessuna colpa, se non quella di aver scritto un tema contro le Brigate Rosse", ha dichiarato Pierpaolo Pisano, presidente cittadino di FdI. "Quel testo fu la sottoscrizione della sua condanna a morte. Tutta la sua famiglia, che ha testimoniato, ha continuato, nel tempo, a subire vessazioni e la destra italiana è sempre stata loro vicina. Oggi siamo qui anche per ribadire la nostra presa di posizione contro ogni violenza politica, constatando anche che oggi c'è chi prova a riportare indietro le lancette. Il miglior modo che abbiamo di commemorare Sergio è continuare la nostra militanza con passione e con rispetto di chi la pensa diversamente da noi".
Era presente alla deposizione anche il Consigliere provinciale Francesco Fragomele: "Oggi Fratelli d'Italia ricorda Ramelli in tutto il Paese e Catanzaro, come sempre, non è da meno. L'anno scorso abbiamo voluto intitolare questo magnifico giardino alla sua memoria per impiantare nelle nuove generazioni il seme della consapevolezza di ciò che è accaduto e che non dovrà più ripetersi", ha ribadito il dirigente provinciale di FdI. La Capogruppo del partito nel Consiglio Comunale del capoluogo, Anna Chiara Verrengia, si è soffermata sull'importanza di tenere viva l'attenzione su questi momenti: "Giornate come questa servono a ribadire che l'odio politico non deve esistere. Ciò che dobbiamo trasmettere ai giovani è che la diversità politica è importante ma deve sfociare nel confronto e non nella violenza".
La folta delegazione, dunque, ha voluto tenere alto il ricordo di un giovane che credeva nell'impegno politico attraverso la militanza testimoniata anche fra i banchi di scuola, rigettando le brutalità di una stagione sanguinaria che ha segnato il Paese con grandi tensioni che ci si augura non dover mai più riaffrontare.
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