Catanzaro, il caldo saluto ad Alessandro e il suo cinema che riapre

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Alessandro Lanzo

  29 settembre 2026 19:21

di FRANCO CIMINO

Alessandro se n’è andato alle 17.20, dopo una lunga sosta sul sagrato della Basilica, dove da un amplificatore si diffondeva la voce di Battiato. Sarebbe dovuto essere per i soli minuti di ascolto della canzone preferita da quel ragazzo melanconico, che lanciava gli occhi al di là della gittata umana, dove sarebbero arrivati i nostri. Sguardi, i suoi, profondi sulla vita. Quella vera. Fatta di allegrezza buona, di ottimismo della ragione, di melanconia del cuore. Di pensieri intensi sul senso della vita. Sul significato della nostra presenza nel mondo. E sulla domanda di quale mondo vogliamo e di come costruirlo o ricostruirlo dalle macerie che gli abbiamo gettato addosso.

Ecco le domande che lui ci lascia dal botteghino del cielo, dove saranno proiettate, di luce chiara, le immagini del film più bello che l’umanità possa già intravedere dalla terra. Quello dell’amore. L’amore che crea amore. Anche nel silenzio.

Amore che affratella, in quella fratellanza che abbiamo visto davanti al suo letto di legno, con decine di giovani uomini e donne piangenti, lacrime vere, copiose. A “singhiozzo”. Lacrime di dolore per la perdita di un amico così caro e generoso. Lacrime di gioia per quella intima felicità di ciascuno di averlo conosciuto e ricevuto come amico vero. L’amico che non ti lascia mai. L’amico che resta.

Come lui, amico del Supercinema, è rimasto sempre in quella stretta sala di accoglienza di chi avesse sensibilità per la cultura e sentimenti per la Città, quella che, anche grazie a lui, ha ritrovato e mantenuto il cinema nel cuore della sua antichità.

Alessandro è andato via per sempre ed è rimasto qui per sempre.

L’amore, che potremmo oggi dire essere stato il caso, ha voluto che, mentre la sua ultima macchina partiva, la rete diffondesse la notizia che domattina, in una conferenza stampa, sarà comunicato che il primo ottobre riaprirà il Supercinema.

Alessandro, che di questa impresa è stato uno dei protagonisti, anche dal letto della sua sofferenza, ci sarà. Magari non domani, perché ci sarà chiasso e tanta festa, molti giornalisti e le luci delle televisioni che battono sul viso. E Alessandro, si sa, non ama le luci della ribalta e non il proscenio dove lui potrebbe salire. Ama le luci che si spengono in sala, quando dall’alto il nuovo proiettore lancerà le immagini per il primo film del nuovo inizio del Supercinema. Alessandro ci sarà il primo ottobre. Allo spettacolo delle diciotto, magari. Ché dopo dovrà andare via. A riposare.