
Il 27 gennaio rappresenta ogni anno un momento imprescindibile di riflessione per tutta la società. La Giornata della Memoria, istituita per commemorare le vittime della Shoah e di tutte le persecuzioni nazifasciste, non è soltanto un appuntamento commemorativo: è un richiamo alla coscienza collettiva, un monito contro l’indifferenza e un invito a riconoscere e combattere le forme di odio che, ancora oggi, minacciano la convivenza civile.
Il Circolo PD “Politano” di Santa Maria ricorda con dolore e rispetto i milioni di uomini, donne e bambini che persero la vita nei campi di sterminio, tra cui Auschwitz, simbolo di orrore e disumanità, ma sottolinea anche la necessità di riflettere sulle dinamiche che portarono a quell’abisso: leggi discriminatorie, propaganda dell’odio, complicità e silenzi. La Shoah non è stata un evento casuale, ma il frutto di scelte politiche, culturali e sociali che la storia deve aiutare a comprendere pienamente.
Ricordare significa prendere posizione, soprattutto in un presente in cui odio, razzismo e discriminazioni continuano a manifestarsi, talvolta in forme subdole, talvolta plateali. Significa denunciare ogni tentativo di revisionismo, banalizzazione della storia o linguaggi che minano i valori fondamentali della democrazia e dei diritti umani. La memoria è quindi un impegno civile e politico: è il modo migliore per costruire comunità consapevoli, inclusive e solidali.
I principi dell’antifascismo, della Costituzione repubblicana, della dignità umana, dell’uguaglianza e della libertà non possono rimanere astratti, ma devono tradursi in azioni concrete, nell’educazione delle nuove generazioni, nelle istituzioni locali, nelle scelte amministrative e nel contrasto a ogni forma di discriminazione, violenza o marginalizzazione.
È fondamentale che le istituzioni, le scuole, le associazioni culturali e il mondo dell’informazione si impegnino affinché la memoria non resti confinata a parole o cerimonie, ma diventi un laboratorio permanente di cittadinanza e coscienza democratica. Solo attraverso il racconto dei testimoni, le visite nei luoghi della memoria come Auschwitz e la conoscenza dei fatti storici e dei contesti sociali è possibile insegnare il valore della libertà, della tolleranza e della responsabilità.
Ricordare oggi significa anche fare i conti con il presente: osservare con attenzione i segnali di intolleranza, antisemitismo, xenofobia e discriminazione. Significa opporsi con determinazione a chi semina divisioni e odio, scegliendo invece la via del dialogo, dell’inclusione e della giustizia sociale. La memoria è uno strumento di difesa della democrazia, perché ricorda che silenzio e indifferenza sono complicità.
Custodire la memoria non è un dovere soltanto verso il passato, ma una responsabilità verso il futuro. Dimenticare significa rischiare che la storia si ripeta, mentre ricordare significa scegliere ogni giorno da che parte stare: dalla parte dei diritti, della dignità, della pace e dell’umanità.
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