Catanzaro, il Collettivo Aurora celebra la Giornata in ricordo delle vittime innocenti di mafia

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  21 marzo 2026 13:42

di GAETANO MARCO GIAIMO

Un momento simbolico come una deposizione di fiori può rappresentare un gesto di lotta e di sensibilizzazione dell'opinione pubblica verso tematiche ancora, purtroppo, tristemente attuali. Per celebrare la “Giornata nazionale della Memoria e dell'Impegno in ricordo di tutte le vittime innocenti delle mafie”, il Collettivo Aurora ha organizzato, questa mattina, un evento di commemorazione nel quale "fare sentire le nostre voci, per tenere vivo un impegno irrinunciabile, soprattutto nella nostra regione". Teatro della manifestazione sono stati i Giardini di San Leonardo, a Catanzaro, dove è presente l'installazione dedicata a Lea Garofalo, donna calabrese che, nel 2009, ha pagato con la vita la scelta di ribellarsi alla 'ndrangheta.

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A rispondere presente alla chiamata del Collettivo sono state diverse associazioni con i propri comitati cittadini: Libera, A.N.P.I., UISP, Arci Calabria e Asd Calabriando hanno aderito all'appuntamento. I rappresentanti degli enti, tra cui Elvira Iaccino (Libera) e Francesco Cotruzzolà (Uisp), assieme a una delegazione di Aurora e al Sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, si sono avvicendati nella lettura delle parole scritte da Lea Garofalo al Presidente della Repubblica il 28 aprile 2009, pochi mesi prima della sua morte, testimonianza della voglia di rivalsa e giustizia che animava "una madre disperata", come lei stessa si definiva.

"Qui su c'è scritto Il coraggio di parlare e oggi, per davvero, abbiamo fatto parlare Lea", ha ribadito Elisabetta Treccozzi del Collettivo Aurora prima della deposizione del mazzo di fiori ai piedi dell'installazione, accolta da un lungo applauso da parte dei presenti, "la sua storia, come quella di tante altre donne, rappresenta un monito a non abbassare la guardia contro la criminalità organizzata e a continuare a lottare per una società più giusta e libera". L'invito, dunque, è a continuare ad onorare la memoria delle vittime innocenti di questo male della società, anche attraverso la diffusione e la promozione di una cultura alternativa a quella mafiosa mantenendo bene a mente gli esempi di chi si è battuto per contribuire a estirparla.


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