
di GAETANO MARCO GIAIMO
Mentre da un lato di Piazza Matteotti, a Catanzaro, si celebra l'inaugurazione dell'anno giudiziario del Distretto, dall'altra parte non si fermano le rivendicazioni sindacali. La Funzione Pubblica Cgil Area Vasta Cz-Kr-Vv ha infatti indetto questa mattina un sit-in per richiedere la firma dell'accordo del 26 aprile 2017 per permettere la valorizzazione del personale attraverso i passaggi verticali e la stabilizzazione di tutti i precari Pnrr, al grido di #NessunoEscluso.

"Questo presidio è uno degli innumerevoli che si stanno svolgendo oggi davanti alle Corti d'Appello di tutta Italia", ha affermato Luigi Veraldi della Segreteria Generale Cgil Calabria. "Il problema è la la difficoltà di immaginare un futuro per i precari del settore della giustizia, in una fase in cui è in ballo anche la questione della riforma Nordio, che tutto fa tranne che interessarsi all'efficientamento della macchina giudiziaria. Crediamo poco agli annunci da parte del Ministero sulla stabilizzazione di una parte dei lavoratori". La sigla sindacale prende posizione anche sul fronte del No al referendum: "Noi pensiamo che i padri costituenti, quando hanno scritto la Costituzione, lo hanno fatto immaginando che ci fossero dei contrappesi istituzionali e l'autonomia della giustizia e della magistratura funge anche da questo servizio. Questo sembra un grande attacco alla Democrazia. Inoltre, verranno triplicati i costi con la creazione dei tre Csm, mentre non si mette mano a quella che è la necessità organizzativa per rispondere all'efficientamento dei servizi".
Altra testimonianza importante è venuta fuori da Sergio Rotella, Segretario Fp Cgil per l'Area vasta: "Le numerose assunzioni dei precari sono frutto del nostro impegno sindacale da Trieste a Palermo. Questo numero che da una parte ci soddisfa, dall'altra lascia fuori 1.700 persone. Abbiamo un altro problema che riguarda un'altra forma di precariato: 390 lavoratori part-time spalmati tra Calabria, Sicilia, Puglia e Campania, di cui 350 solo nella nostra regione, di cui chiediamo l'immediata stabilizzazione attraverso una norma". I problemi evidenziati dalla Cgil riguardano anche il futuro: "Entro il 2029-30 sono previsti 700.000 pensionamenti in tutta la pubblica amministrazione: il fabbisogno è di almeno 15.000 persone a seguito dei collocamenti a riposo, quindi serve intervenire con le risorse che ci sono a disposizione".
Non è mancata la voce dei lavoratori, veri protagonisti della giornata. Mariachiara Chiodo è addetta all'Ufficio per il Processo dal 2024 e fa parte dei "precari del Pnrr": "Siamo tantissimi e dal 2022 abbiamo dato il nostro contributo al sistema. La stabilizzazione dei precari rappresenta la vera riforma della Giustizia di cui il paese ha bisogno per velocizzare la conclusione dei processi, per offrire servizi ai cittadini che riescono a trovare degli interlocutori spesso giovani, competenti e motivati e soprattutto per le regioni meridionali come la Calabria, la Sicilia, la Campania, la Basilicata e la Puglia. Stiamo guardando con grande interesse e con grande speranza al PIAO 2026-2028 del Ministero della Giustizia ma questo è il momento di non abbassare la guardia". Le manifestazioni infatti proseguiranno in tutta Italia, con la mobilitazione che culminerà nel presidio di Roma del prossimo 3 febbraio: per la Cgil, la stabilizzazione di tutte e tutti non è una concessione ma un diritto e una necessità per il Paese.
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