
di VITTORIO PIO
La seconda serata del "Catanzaro Jazz Fest" , inserita nel programma della Notte Piccante, porta alla Terrazza del San Giovanni "Nascente" , il progetto ideato e guidato da Alessandro Marzano. È uno spazio raccolto, nel quale la formazione lavora sull’ascolto reciproco e sull’interazione.
Ad aprire la serata è “Zingaro”, prima che il concerto entri nel repertorio di Nascente. Con Marzano alla batteria, Alessandro Lanzoni al pianoforte, Francesco Ponticelli al contrabbasso e Federico Pierantoni al trombone, il progetto affronta il repertorio brasiliano attraverso una lettura d’insieme nella quale batteria, pianoforte, contrabbasso e trombone mantengono funzioni ben definite.
Marzano lavora su dinamiche e spazi; Lanzoni sviluppa la trama armonica con un pianismo lirico e mobile; Ponticelli sostiene il tessuto ritmico senza irrigidirlo; Pierantoni aggiunge all’ensemble il timbro del trombone.
Su questa struttura si inserisce con autorevolezza la presenza di Maria Pia De Vito come special guest della serata . La sua storia musicale prende forma negli anni Ottanta, quando il jazz diventa progressivamente il centro di un’attività già attraversata dalla ricerca vocale e dalle musiche del Mediterraneo. Nel 1995 pubblica "Nauplia" , realizzato con Rita Marcotulli, che apre una nuova fase della sua ricerca, tra jazz, canto napoletano e improvvisazione.
Da circa quindici anni questo percorso comprende anche un approfondimento sull’opera di Chico Buarque. De Vito ha tradotto i suoi testi dal portoghese al napoletano, lavorando su ritmo, accenti, senso e rapporto con la musica. Un itinerario che passa da "Core/coração" a "Buarqueana" e che, a Catanzaro, confluisce nel repertorio di Nascente.
“Neste Mesmo Lugar” mette in relazione la voce di De Vito con il progetto di Marzano, lasciando spazio agli interventi improvvisati.
Il repertorio prosegue con “Liggera (Leve)”, “Samba e Ammore” e “Dice ca… Dio ce penzarrà”. Nei tre brani, il lavoro sui testi di Buarque passa dal portoghese al napoletano, mantenendo saldo il rapporto tra parola, ritmo e linea melodica.
Con “Acqua e Vino”, dall’originale Água e Vinho del gigantesco musicista e compositore Egberto Gismonti, la serata si sposta verso un’altra tappa fondamentale del repertorio brasiliano, nella quale la scrittura lascia spazio all’interplay.
De Vito ribadisce inoltre il ruolo di leader di Marzano e valorizza il lavoro dei musicisti che la affiancano. Nascente resta il progetto del batterista, mentre la cantante vi porta una parte della propria esperienza. È una modalità di collaborazione che si ritrova anche in lavori come "Nauplia" , "Fone'" e "Fore e Paese" , costruiti attraverso il confronto con altri musicisti.
“A Felicidade”, con musica di Antônio Carlos Jobim e testo di Vinicius de Moraes, introduce il finale. Poi arriva “Mas que Nada”, brano di Jorge Ben Jor, reso celebre anche dall’interpretazione di Sérgio Mendes. La serata si chiude così con una composizione in cui il ritmo torna in primo piano.
Nascente mette in relazione due esperienze diverse: la ricerca di Marzano e quella di De Vito, unite dal confronto con il repertorio brasiliano. Il Brasile diventa così materia musicale da attraversare attraverso arrangiamento, traduzione e improvvisazione.
Stasera, domenica 20 settembre, il Jazz Village chiude la sua tre giorni con la Saverio Arlia Jazz Orchestra, diretta da Carlo Cattano, con Francesco Cafiso al sax come solista. Il programma comprende brani di Kenny Garrett, Bob Mintzer, Francesco Cafiso e Pat Metheny, insieme a composizioni e arrangiamenti originali di Cattano. Appuntamento alle 22, sempre al San Giovanni.
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