




Si è svolta nella mattinata odierna, presso il Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro, la cerimonia di commemorazione del Commissario di Pubblica Sicurezza Giovanni Palatucci, in occasione dell’81° anniversario della sua morte, avvenuta nel campo di concentramento nazista di Dachau dopo aver salvato migliaia di ebrei.
All’evento hanno preso parte Autorità civili e militari, tra cui i Colonnelli dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, il Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco, il Presidente dell’Associazione “Giovanni Palatucci”, rappresentanti delle organizzazioni sindacali e dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato. A nome del Capo della Polizia – Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, è stata deposta una corona di fiori alla base dell’albero di ulivo e del monumento dedicato alla memoria di Palatucci, collocati all’interno del Parco.
Dopo la benedizione del Cappellano della Polizia di Stato, Don Alessandro Nicastro, ha preso la parola Rabbi Barbara Aiello, la prima donna rabbina liberale in Italia, fondatrice di una delle poche sinagoghe del Sud Italia, a Serrastretta. Nel suo intervento rivolto all’antisemitismo, ha portato la testimonianza di una donna ebrea che ha avuto la fortuna di incontrare il Commissario Palatucci, ricordandone il coraggio e i suoi profondi valori. Ha concluso con un canto ebraico prima di lasciare la parola al Prefetto e al Questore di Catanzaro che hanno ricordato la figura di Giovanni Palatucci, sottolineandone i meriti e il sacrificio, esempio di altissimo valore umano e professionale, quale poliziotto che ha dedicato la propria vita all’affermazione di un mondo più giusto.
Nel corso della cerimonia, il Questore ha inoltre voluto rendere omaggio alla memoria del dott. Mario Finocchiaro, già Questore di Catanzaro, che nel 2021 promosse proprio la piantumazione dell’albero di ulivo e la realizzazione del monumento dedicato all’eroico Commissario Palatucci.
Ricordare Giovanni Palatucci significa riaffermare i valori fondanti della nostra Istituzione: il rispetto della persona, la legalità vissuta come servizio, il coraggio morale anche nelle circostanze più difficili. Il suo esempio continua a indicare la strada a ogni appartenente alla Polizia di Stato, ieri come oggi.
Chi era Giovanni Palatucci
Giovanni Palatucci nato a Montella il 31 maggio 1909, dopo la laurea in Giurisprudenza, vinto il concorso, si recò a Roma per frequentare il 14° corso per funzionari di Pubblica Sicurezza.
A novembre del 1937 venne trasferito alla Questura di Fiume ove, negli anni più bui del Novecento, fu costretto ad assumere le funzioni di Questore reggente.
Seppe anteporre la coscienza, il senso del dovere e l’umanità a ogni altra considerazione giuridica. Si adoperò per distruggere fascicoli anagrafici attestanti le origini di molti cittadini ebrei e, producendo falsi documenti, salvò migliaia di persone dalla persecuzione e dalla deportazione nei campi di sterminio nazisti, spesso a rischio della propria vita.
Verso la fine del 1944, quando tutti fuggivano, egli rimase a Fiume per proseguire la sua opera, nonostante il Console svizzero di Trieste, suo caro amico, gli offrisse un passaggio sicuro verso la Svizzera.
Per il suo impegno silenzioso e coraggioso, pagò con l’arresto e con la deportazione nel campo di concentramento di Dachau ove venne accusato di cospirazione ed intelligenza con il nemico.
Il 10 febbraio 1945, a poche settimane dalla Liberazione, morì dopo aver subito quattro mesi di stenti e sevizie.
Il nome di Giovanni Palatucci compare sul Muro dell'onore, nel Giardino dei giusti della fondazione "Yad Vashem", a Gerusalemme: lo Stato di Israele lo ha insignito del titolo di "Giusto tra le Nazioni", il massimo riconoscimento conferito a chi, rischiando la vita, salvò gli ebrei dalle persecuzioni.
Anche in Italia sono stati dedicati alla memoria di Palatucci numerosi parchi, vie e piazze.
Nel 1995 lo Repubblica Italiana gli ha conferito la Medaglia d'Oro al Merito Civile.
Nel 2004, con la conclusione della prima fase del processo di beatificazione, la Chiesa Cattolica, lo ha consacrato "Venerabile Servo di Dio".
Pochi giorni prima di essere deportato nel campo di sterminio di Dachau, Palatucci disse ai suoi collaboratori "La Polizia significa vita, quella vita che serve ad aiutare il prossimo, la povera gente".
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