
di GAETANO MARCO GIAIMO
"La vera ambizione non è andare lontano, ma restituire valore alla strada che abbiamo scelto di percorrere ovunque ci troviamo". È questo il messaggio che Matilde Piluso, avvocata, imprenditrice e Forbes Under 30 Italia, ha voluto lasciare agli studenti dell'Università Magna Graecia di Catanzaro nel pomeriggio di oggi: l'Ateneo ha ospitato nella sala riunioni "Vittorio Daniele" del Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Sociologia (DIGES) un'importante occasione di confronto con la giovane, co-titolare di Tenuta del Travale e simbolo della voglia di tornare in Calabria per dare una narrazione diversa alla nostra terra.

La giornata, organizzata in collaborazione con il Centro di Ricerca "La dottrina della Giurisprudenza", ha coinvolto diverse cattedre. A moderare la discussione è stata la prof.ssa Annarita Trotta, Ordinaria di Economia degli Intermediari Finanziari all'UMG e titolare della Cattedra di "Finanza, Imprenditorialità e fattori ESG. Casi aziendali". I saluti iniziali sono stati affidati al Rettore dell'UMG, prof. Giovanni Cuda: "Speriamo che queste occasioni possano essere sempre di più in futuro. È un pomeriggio importante per i ragazzi perché porta un messaggio a cui prestare grande attenzione. Nulla è impossibile se ci sono passione e competenza. Questo Dipartimento è di altissimo profilo grazie all'impegno quotidiano dei docenti nel trasferirvi la loro dedizione. Essere testimoni di una storia di successo come quella che ascolteremo oggi è per noi un'opportunità che deve essere colta".
A fargli seguito è stata la prof.ssa Aquila Villella, direttrice del DIGES: "È bellissimo sapere che una giovane donna calabrese ha conquistato un premio così importante. Ci sono tanti talenti nella nostra regione che sono costretti a fuggire al nord o all'estero facendo le fortune di altre latitudini: io mi auguro che altri come Matilde restino qui e aiutino questa terra a svilupparsi e crescere". Rientrare fra i cento Under 30 Forbes ha grande rilevanza: si tratta di un gruppo di giovani che stanno cambiando il modo di fare impresa, mettendo in campo molte innovazioni. A dialogare con l'avv. Piluso sono stati la prof.ssa Maria Carlotta Rizzuto, Ricercatrice di Diritto Agrario e Alimentare all'UMG e titolare della Cattedra di Diritto Privato A-L (OAPP) e il prof. Fabio Piluso - ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari presso l'UniCal - titolare della cattedra di Sistemi Finanziari: Mercati, Intermediari e Sostenibilità (CdL in Economia Aziendale, UMG).
La donna ha raccontato il proprio percorso di donna, persona e imprenditrice con sincera emozione, partendo dal perché un ragazzo calabrese decida di tornare qui: "Dietro a questa scelta consapevole ci sono rabbia e insoddisfazione per quello che la Calabria è da sempre ma non riesce ad esprimere. Tenuta del Travale è stata rilevata dai miei genitori nel 1993, non c'era nulla: per arrivare al primo vino sul mercato ci è voluto il 2017 e questo non è il racconto di un'imprenditoria moderna. La terra insegna un rapporto diverso col tempo. La nostra azienda è nata con in mente il senso di famiglia, comunità e collettività, per fare crescere il territorio".
Il focus si è spostato poi sulla narrativa della nostra regione: "Siamo abituati a raccontare la Calabria con ciò che le manca: molto è vero, però abbiamo creato un effetto culturale pericoloso perché non parliamo di quello che possiede. Siamo una terra straordinariamente plurale e per molto tempo la abbiamo ridotta a una minima categoria: l'identità non è una formula rigida. La contemporaneità, per me, dev'essere un valore assoluto: significa acquisire strumenti tecnici, culturali, imprenditoriali e sociali per comprendere ciò che abbiamo ereditato e restituirlo al tempo presente, passando dal potenziale al reale. Un territorio è davvero libero quando i giovani che lo abitano possono scegliere se rimanere o partire. Fare impresa significa costruire le condizioni affinché altri possano immaginare il proprio futuro in quel luogo. Dobbiamo reimmaginare il rapporto centro-margine e ridisegnare il concetto di periferia: la marginalità geografica non coincide con quella culturale e imprenditoriale".
L'ultimo messaggio lasciato ai ragazzi riguarda la loro cultura: "Non sottovalutate il valore della vostra formazione perché è una forma di libertà che può liberarvi dalle catene. Non abbiate mai paura del confronto e del paragone. Io mi auguro che un giovane calabrese possa scegliere di partire o tornare senza dover giustificare la propria ambizione. La retorica della Calabria terra di riscatto indica una condizione di perenne inferiorità: per me dev'essere un territorio di consapevolezza, che si misuri con il mondo senza dovergli assomigliare". L'imprenditrice ha saputo coinvolgere i presenti e spiegare loro il proprio punto di vista: una storia di successo e condivisione con chi, presto, dovrà confrontarsi con la realtà al di fuori dell'università per capire come poter impattare il mondo, per dar vita a un circolo virtuoso di valori comuni che possano davvero cambiare la nostra regione.
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