
di GAETANO MARCO GIAIMO
Un nuovo inizio celebrato radicandosi nella comunità. L'Università Magna Graecia di Catanzaro ha inaugurato, questa mattina, il Corso di Laurea magistrale interateneo in Scienze della Formazione primaria con una lezione aperta alla città. Dalla sede nel centro storico di Via Scesa degli Eroi, che ospiterà il corso per intero, le relazioni e gli interventi istituzionali hanno invitato il territorio ad entrare nelle aule, in un'interazione con gli studenti che ha sottolineato il valore della legalità e della formazione nello sviluppo dei ragazzi.

La mattinata è stata introdotta e moderata da Tiziana Iaquinta, ordinaria di Pedagogia generale e sociale dell'UMG. Grande soddisfazione è stata espressa dal Rettore dell'ateneo, prof. Giovanni Cuda: "Abbiamo fortemente voluto questa facoltà nella nostra offerta formativa. Per raggiungerlo è stato fondamentale l'apporto del mio omologo dell'Università della Calabria, Gianluigi Greco, che ringrazio profusamente. La richiesta è partita dal basso: c'erano molte persone interessate. Si tratta di un Corso abilitante: nonostante le voci inquietanti sul mondo dell'insegnamento, sono sicuro che nessuno di voi avrà difficoltà a trovare lavoro. Sarà importante incentrare l'attenzione sulla qualità dell'educazione nei primi anni, per questo vi chiedo di essere appassionati e rigorosi nello studio".

Per la professoressa Iaquinta, "fare scuola si impara a scuola": importanti testimonianze sono arrivate da due dirigenti, Stefania Cinzia Scozzafava (Convitto Nazionale Galluppi di Catanzaro) e Susanna Capalbo (I.C. Erodoto di Corigliano-Rossano): "Oggi è un punto di partenza per il nostro territorio e uno stimolo per voi ragazzi, ogni conoscenza che acquisirete si dovrà tradurre in uno strumento per essere efficaci con i vostri studenti", ha sottolineato Scozzafava; "La società è sempre più complessa, il docente bravo oggi è un leader educativo perché il bambino deve fidarsi di adulti che abbiano a cuore la sua vita e si prendano cura del suo futuro", ha spiegato Capalbo.
L'evento cardine della giornata è stato l'apporto degli illustri relatori sul tema legato all'educazione alla legalità. Il Procuratore della Repubblica di Catanzaro, Salvatore Curcio, si è espresso riguardo al rapporto tra formazione e contrasto alla criminalità organizzata: "La lotta alle mafie passa dalla rivolta delle coscienze e dal rinnovamento culturale. L'ignoranza è terreno fertile su cui la criminalità attecchisce. L'emergenza educativa è un problema tristemente attuale: conosco i problemi della scuola e la vostra è una vera e propria missione in cui avrete le uniche gratificazioni dalla consapevolezza di aver fatto crescere bene un ragazzo. La tutela più profonda comincia nella formazione della persona: ogni cittadino è parte responsabile della comunità. Bisogna sviluppare empatia, capacità di discernere tra autorità e autoritarismo, di affrontare i conflitti senza prevaricazione, di prendere posizione e di collegare diritti e doveri. Famiglia e scuola devono avere la responsabilità condivisa, è un binomio sinergico che non si deve mai interrompere. La scuola primaria deve essere inclusiva, esigente e accogliente, insegnando ad apprezzare il bello e il giusto. La prevenzione più autentica consiste nel formare persone capaci di non rinunciare alla propria libertà interiore".
A fargli seguito è stata Loredana Giannicola, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale per la Calabria: "Questa è un'opportunità triplice per lo sviluppo del territorio, per la formazione ma anche per l'Università: non si fa abbastanza ricerca in questo ambito. Il ruolo dell'insegnante non è monolitico, la professione si è diversificata diventando multidimensionale. Non parliamo mai dei problemi dei bambini, nessuno vi spiega quali infanzie incontrerete nelle vostre aule. Approcciatevi a questa professione con entusiasmo e voglia di sperimentare: il docente è colui che prova ad evolversi continuamente".
L'intervento conclusivo è stato affidato ad Alberto Scerbo, ordinario di Filosofia del Diritto dell’UMG: "Il maestro di scuola detta, assieme alla famiglia, il destino degli individui. Il Diritto ha la funzione della regolamentazione dei rapporti interindividuali per la costruzione di giustizia: è necessario tornare ai principi fondamentali dell'ordinamento giuridico. La legalità dovrebbe essere connaturata all'essere umano e alle relazioni con gli altri. L'inclusione riguarda chiunque all'interno della dimensione relazionale: dobbiamo uscire dall'idea dell'individualismo esasperato. I giovani ti seguono se vedono che sei coerente, con le tue azioni, rispetto a ciò che dici: vogliono fiducia, senso di responsabilità e rispecchiarsi in chi hanno davanti. La migliore educazione alla legalità viene da questi fattori". Il professore Scerbo e il Procuratore Curcio hanno poi ricevuto le sollecitazioni degli studenti, interessati ad approfondire gli argomenti trattati nelle loro relazioni. La mattinata si è conclusa con le attività pratiche del laboratorio “Dire e fare educazione”, guidato da Teresa Iona, associata di Didattica e Pedagogia speciale dell'ateneo di Catanzaro. L'occasione di confronto ha dato modo di inaugurare al meglio questo Anno Accademico per il nuovo Corso, che andrà a specializzare pienamente chi, nel futuro, avrà il compito di formare in tenera età le menti critiche delle nuove generazioni.
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