Catanzaro, l'urlo di Ranucci: “Il nuovo ordine mondiale passa dai vostri dati, ribellatevi”

Share on Facebook
Share on Twitter
Share on whatsapp
images Catanzaro, l'urlo di Ranucci: “Il nuovo ordine mondiale passa dai vostri dati, ribellatevi”


Non è solo un libro, è un manifesto politico: Sigfrido Ranucci scuote gli studenti del Siciliani-De Nobili con la verità sui nuovi padroni del mondo.

  19 marzo 2026 15:39

di GUGLIELMO SCOPELLITI

L’informazione non è più quella di una volta e, a quanto pare, nemmeno il potere lo è. Quando Sigfrido Ranucci entra al Teatro Comunale di Catanzaro per presentare il suo volume "Navigare senza paura", accolto da un’onda d’urto di studenti del Polo Liceale “Siciliani-De Nobili”, si percepisce subito che non si tratta della solita passerella letteraria, ma di un viaggio a cuore aperto nelle piaghe della nostra democrazia. Il messaggio è secco, quasi brutale nella sua urgenza: siamo entrati nell'era dei nuovi sovrani, soggetti che non hanno bisogno di corone perché possiedono i nostri dati, le nostre fragilità e, in ultima analisi, il nostro futuro.

Il cronista di Report non usa giri di parole. Accompagnato dal moderatore Prof. Massimiliano Apreda, Ranucci ha messo a nudo quel "cortocircuito nella storia dell’umanità" dove i giovani, nati nella tecnologia, ne subiscono i rischi più occulti. È probabile che la percezione di libertà che proviamo scorrendo un feed sia solo un'illusione ottica, uno strumento di controllo mimetizzato da svago. “Lo strumento dei social nasce come una rete militare” — ha ricordato Ranucci ai ragazzi — sottolineando come la colonizzazione culturale oggi passi per la “statistica aumentata”, termine che preferisce di gran lunga a quello, più suggestivo ma forse improprio, di intelligenza artificiale.

Ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica Filomena Rita Folino, visibilmente onorata per la partecipazione massiccia e per il lavoro di tessitura svolto dalla professoressa Elena Maida: “Questa è vera competenza, questa è scuola fuori dai banchi”, ha esordito la dirigente, prima di lasciare spazio a una narrazione che ha saputo intrecciare la cronaca locale con i grandi scandali internazionali.

Particolarmente incisivo l’intervento del sindaco Nicola Fiorita, che ha voluto creare un asse ideale con l’incontro avvenuto ieri all’Università Magna Graecia con Jovanotti. “Voi siete la generazione che ha la peggiore qualità dell’informazione di tutti i tempi”, ha ammonito il primo cittadino, ponendo l’accento sulla necessità di districarsi nel mare delle fake news per costruire basi solide al proprio pensiero critico.

Il momento di massima commozione è arrivato con la proiezione di un servizio di Report del 2016. Un’inchiesta di Giulio Valesini che, toccando le corde della resilienza cittadina, riuscì a sbloccare il servizio di trasporto per 23 alunni disabili della provincia di Catanzaro che erano stati abbandonati dalle istituzioni. È stato il segnale plastico di cosa significhi il giornalismo d'inchiesta come corpo intermedio: un ponte tra il bisogno del cittadino e la risposta del potere.

Ma è sul futuro che Ranucci ha insistito maggiormente, citando i file di Epstein e l’uso dei dati intimi per ricattare governanti e condizionare persino sentenze della Cassazione, come nel caso dell’inchiesta sull’amianto: “Proteggere le proprie passioni e le proprie debolezze è un modo per tutelare il Paese” — ha spiegato — mettendo in guardia i ragazzi dalla condivisione di immagini intime che potrebbero tornare come boomerang in un futuro da classe dirigente. Il rischio, ha spiegato, è perdere la propria memoria digitale: “Se Google stacca la spina, noi perdiamo un patrimonio infinito di informazioni e voi rischiate di perdere la vostra identità”.

Ma è nel confronto con l’assessore Donatella Monteverdi che il retroscena si fa cupo. "Siamo una mostra di pesci rossi?", ha chiesto lei con una nota di sfida intellettuale, interrogandosi sulla capacità di generare un pensiero forte contro la deriva di controllo totale. La risposta di Ranucci è stata una fumata nera per ogni ottimismo di maniera. Ha descritto il piano dei giganti della Silicon Valley, citando personaggi come Elon Musk o Peter Thiel: un nuovo ordine mondiale dove i politici rischiano di diventare solo i "comunicatori" di istanze altrui.

Il giornalista ha tracciato i contorni di un vero e proprio "transumanesimo", un'ideologia che punta alla dissoluzione dello Stato e dei corpi intermedi per favorire la nascita di "individui sovrani" che vivono in paradisi fiscali cosmici gestiti tramite criptovalute. “Vogliono che non ci siano più giornalisti o magistrati rompiscatole, ma soprattutto temono il vostro giudizio critico” — ha sentenziato Ranucci — spiegando come piattaforme apparentemente indipendenti vengano usate per alimentare lo scontro sociale e giustificare il controllo. La visione è distopica: una privatizzazione totale, dalla scuola alla polizia, dove chi detiene i supporti digitali detiene il vero potere: “Tutto quello che sta accadendo non è un caso”, ha ribadito, avvertendo che il prossimo grande conflitto non sarà per la terra, ma per il possesso dei cloud che conterranno l'identità e la memoria dell'intera umanità: “Vogliono anestetizzare le reazioni tenendovi connessi 24 ore su 24”.

La mattinata si è chiusa con un tocco di colore locale: la professoressa Maida, insieme a due studentesse, ha omaggiato l’ospite con fiori e prodotti tipici, prima del lungo rito del firmacopie. Vedremo se queste riflessioni aiuteranno i ragazzi a navigare con meno paura, o se la seduzione dell'algoritmo si rivelerà troppo forte. Intanto, l’appuntamento si sposta a domani sera: venerdì 20 marzo, alle ore 21, il Teatro Politeama ospiterà lo spettacolo “Diario di un trapezista”, dove tra le musiche di Enrico Melozzi e le cronache di resilienza, Ranucci promette di svelare cosa succede quando le luci di Report si spengono. Catanzaro guarda al sipario del Politeama, sapendo che il vero spettacolo, quello del potere, non dorme mai.


Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy . Chiudendo questo banner, o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.