








di GAETANO MARCO GIAIMO
La lotta alle erogazioni illecite di fondi pubblici, all'assenteismo e al mancato completamento di opere pubbliche è stata al centro dell'attività della Corte dei Conti nel 2025: è quanto emerso nel corso dell'inaugurazione dell'Anno Giudiziario 2026, svoltasi questa mattina nell'Aula Udienze di Via Buccarelli, a Catanzaro. Alla presenza di numerose autorità civili e militari, sono state infatti esposte le relazioni del Presidente di Sezione, Domenico Guzzi, e del Procuratore Regionale facente funzioni, Giovanni Di Pietro. Ciò che è emerso, da entrambi gli interventi, è però la forte opposizione delle autorità giudiziarie contabili nei confronti della legge 1 del 2026, volta a modificare la legge 20 del 1994.

"Se l'obiettivo perseguito dal legislatore era quello di porre un freno alla paura della firma, che era stato riconosciuto dalla sentenza della Corte Costituzionale 132 del 2024 come un problema che, se non adeguatamente arginato, avrebbe potuto incidere in maniera pesante sul rischio economico e sociale del paese", ha dichiarato il Presidente Guzzi. "Alcune delle misure introdotte dalla legge paiono poco compatibili con l'esigenza di assicurare il buon andamento della funzione amministrativa e la salvaguardia di altri rilevanti interessi costituzionali, su tutti quello dell'integrità patrimoniale e finanziaria, garantita dal corretto e proficuo utilizzo delle risorse pubbliche". Guzzi si è soffermato sull'introduzione della colpa grave, "che tanto dibattito ha suscitato, sia a livello giurisdizionale che accademico dottrinale; la legge 1 ha introdotto quella che gli osservatori si sono subito affrettati, secondo me, a definire come una esimente politica presunta, riferita ai soli amministratori, che prevede che, salvo i casi di dolo e di pareri contrari, il loro agire deve presumersi in buona fede". L'attività del Pubblico Ministero, secondo Guzzi, verrebbe "oggettivamente verticalizzata, in maniera inconciliabile con l'articolo 108 della Costituzione".

Dello stesso avviso è stato il Procuratore Regionale Di Pietro: "La fatica dell'amministrare e la supposta paura della firma, che costituirebbero il principale freno alla all'azione amministrativa pubblica e che hanno ricevuto l'autorevole riconoscimento da parte della Corte Costituzionale con la sentenza 132/2024, in realtà assumono una rilevanza assai limitata e comunque non concorrente con i fattori già richiamati. Pertanto, la nuova disciplina della responsabilità avrebbe dovuto considerare la contestuale operatività di diversi fattori, al fine di contemperare la tutela delle diverse esigenze, evitando il rischio dell'assolutizzazione di determinati interessi. Il consolidato principio secondo il quale la decorrenza della prescrizione deve avere inizio dal momento nel quale il diritto può essere fatto valere risulta superato e si corre il rischio concreto che di fronte a fattispecie particolarmente complesse, l'intervallo temporale a disposizione delle procure possa divenire oltremodo ristretto con il sacrificio della possibilità di perseguire i responsabili. Il potere riconosciuto al Procuratore generale assume le connotazioni di un rapporto di gerarchia ammissibile in un'organizzazione amministrativa, ma difficilmente conciliabile con le garanzie di autonomia e di indipendenza che devono essere riconosciute a tutti i magistrati nell'esercizio delle proprie funzioni. La paura della firma e la fatica dell'amministrare appaiono un comodo paravento per assicurare ad amministratori e dipendenti un'immunità ingiustificata che finirà per incentivare il disinteresse e la noncuranza per la tutela degli interessi pubblici".
Entrambi si sono anche soffermati sull'attività svolta nel corso del 2025. "Sino al 30 settembre 2025 la Sezione ha operato con solo tre magistrati di cui uno con le funzioni di consigliere, un numero irrisorio e che ha creato non poche difficoltà per la composizione dei collegi, soprattutto in considerazione del fatto che l'ufficio di procura ha potuto invece lavorare e operare con un numero di magistrati pari quasi al doppio di quello in servizio presso la sezione. Quanto al personale amministrativo, la sezione ha potuto operare con le sei unità di organico, nonostante una leggera flessione numerica che si è dovuta registrare rispetto al precedente anno, che tuttavia non ha comportato alcun aggravio di conseguenze.", ha sottolineato Guzzi. "Le pronunce risarcitorie ammontano a circa 50 milioni di euro, contro i circa 20 milioni di euro riscossi nel 2024. E per quanto riguarda il contenzioso sui conti giudiziari, le pronunce di addebito a carico degli agenti contabili ammontano a 384.000€, contro gli 86.000 dell'anno 2024. "Vengono principalmente in rilievo, purtroppo, i casi di danno erariale dovuto a condotte fraudolente mirate all'ottenimento illecito di pubblico denaro. Ci sono state pronunce anche in ambito sanitario relative all'accreditamento di fondi regionali a favore di strutture sanitarie private in regime di convenzione, numerose sono state le pronunce che hanno riguardato la condotta dannosa del pubblico dipendente per violazione dei doveri di servizio connessi alla posizione ricoperta e al ruolo svolto all'interno dell'amministrazione di appartenenza. Riguardo ad un'ipotesi di danno configurato a carico di dirigenti pubblici per il mancato perseguimento degli obiettivi di gestione connessi alla carica ricoperta, la sezione ha respinto la domanda per insufficienza di prove. Nel corso del 2025 non sono stati promossi giudizi di responsabilità sanzionatoria".
Di Pietro invece ha rimarcato come l'attività della Procura si sia concentrata su finanziamenti pubblici indebiti, opere pubbliche, settore sanitario, pubblico impiego, e danno all'immagine, con sequestri conservativi e sentenze di condanna per milioni di euro, evidenziando il ruolo della Corte dei Conti e la collaborazione con varie forze dell'ordine per la salvaguardia dell'erario pubblico. Spazio poi agli altri interventi previsti: la Presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Catanzaro, Vincenza Matacera, ha ribadito che "la corretta gestione del denaro pubblico non è una questione meramente contabile, è piuttosto la condizione concreta perché i diritti possano essere effettivi. La giurisdizione contabile rappresenta un presidio di legalità e di responsabilità nella gestione delle risorse pubbliche, chiamata a garantire che l'azione amministrativa si svolga nel rispetto dei principi costituzionali di buon andamento e imparzialità". Il Presidente f.f. della Sezione regionale di Controllo, Fabrizio Carrarin, ha invece messo in evidenza le attività principali della Sezione: "Con deliberazione numero 185 del 2024, assunta all'esito dell'udienza pubblica del 21 ottobre 2025, la Sezione ha parificato il rendiconto della Regione Calabria, relativo all'esercizio 2024, nei suoi componenti del conto del bilancio, del conto economico e dello stato patrimoniale, con tre limitate eccezioni. La prima relativa ai residui attivi pari a poco più di 5 milioni, residui di formazione remota, giacché risalenti al 2011, di cui si è chiesto lo stralcio dal conto del bilancio con ogni conseguente effetto sullo stato patrimoniale 2024; la seconda, con immediato effetto della prima, riconducibile al risultato di amministrazione, e la terza riguardante ai residui passivi di parte capitale del perimetro sanitario, per una presunta violazione di una norma di legge. Ciò che sconforta è che alla fine del 2024, secondo un'indagine della sezione delle autonomie della Corte dei Conti, la Calabria è la regione con il maggior numero di crisi finanziarie nei comuni. Sono 217 i comuni interessati e in 85 di essi le procedure attive sono più di una e, al 31 dicembre 2025, si registrano 15 nuovi casi. Un particolare impegno deve essere profuso nel campo dei controlli".
La parola è passata, infine, ad Anna Peta, rappresentante dell’Associazione Magistrati della Corte dei conti: "Come abbiamo avuto modo di ascoltare dalla relazione del Presidente della Sezione e da quella del Procuratore Regionale, nonché dalle parole del Presidente della Sezione di Controllo, la Corte dei Conti svolge un ruolo centrale nella vita amministrativa degli Enti Territoriali e di riflesso per i servizi che questi ultimi devono rendere alla comunità amministrata. Con la recente entrata in vigore della Legge 1 del 2026 sono divenute già operative disposizioni in grado di incidere negativamente sulla disciplina della responsabilità amministrativa, in particolare sul risarcimento del danno per colpa grave, nonché sul controllo preventivo di legittimità e sulla funzione consultiva. L'Associazione, come noto, ha seguito con attenzione l'iter della riforma e in plurime occasioni istituzionali ne ha messo in luce le principali criticità, proponendo correttivi tecnici che, tuttavia, non hanno trovato accoglimento in sede parlamentare. L'auspicio è che si inauguri un rinnovato atteggiamento di apertura al contributo che la Corte può fornire sul piano tecnico, unico presupposto in grado di rendere effettiva, e non un mero rito istituzionale, l'interlocuzione. L'Associazione esprime netta contrarietà all'introduzione del divieto di passaggio tra funzioni requirenti e giudicanti e a ogni forma di separazione delle carriere. Parimenti dovrà essere adeguatamente monitorato il criterio di delega che prevede l'individuazione degli atti di Enti Locali da sottoporre a controllo preventivo di legittimità".
È stato poi proclamato ufficialmente aperto l'Anno Giudiziario 2026: tra luci e ombre degli scorsi 12 mesi, con un controllo serrato in ambito amministrativo al quale però è corrisposta l'esigenza di maggiori pronunce risarcitorie, la sfida ora è guardare al futuro di un organo che sente intaccata la propria struttura e i propri principi fondanti da una riforma divisiva. L'augurio è che la Corte dei Conti continui a svolgere il proprio ruolo con efficacia, efficienza e attenzione verso il bene comune.
Segui La Nuova Calabria sui social

Testata giornalistica registrata presso il tribunale di Catanzaro n. 4 del Registro Stampa del 05/07/2019
Direttore responsabile: Enzo Cosentino
Direttore editoriale: Stefania Papaleo
Redazione centrale: Vico dell'Onda 5
88100 Catanzaro (CZ)
LaNuovaCalabria | P.Iva 03698240797
Service Provider Sirinfo Srl
Contattaci: redazione@lanuovacalabria.it
Tel. 3508267797