Catanzaro, la Polizia Penitenziaria celebra 209 anni: emergenza organici e detenuti

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  19 marzo 2026 16:07

di FRANCESCO IULIANO

Due secoli di storia ed un ruolo sempre più centrale nella sicurezza e nel recupero sociale. La Polizia Penitenziaria ha celebrato il 209esimo anniversario della sua fondazione con una cerimonia nel cuore della città, scegliendo simbolicamente di uscire dagli spazi dell’istituto per avvicinarsi alla comunità.

A fare gli onori di casa, la direttrice della Casa circondariale “Ugo Caridi” di Catanzaro, Patrizia Delfino, che ha sottolineato il significato della scelta. “Portare all’esterno il racconto di un lavoro spesso invisibile ma essenziale. Un’attività complessa - ha evidenziato -, che garantisce sicurezza ma che richiede anche attenzione al percorso umano dei detenuti, con l’obiettivo del loro reinserimento nella società”.

Nel suo intervento, la direttrice ha ribadito come il compito del Corpo non si limiti al mantenimento dell’ordine, ma includa una dimensione rieducativa fondamentale. “Tuttavia - ha ricordato - anche le difficoltà quotidiane legate alla gestione dell’istituto come la  carenza di personale, il sovraffollamento e la presenza crescente di detenuti con fragilità psichiche, rendono il lavoro degli agenti particolarmente impegnativo. Attualmente, a fronte di circa 700 detenuti, operano meno di 400 unità di polizia”.

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Un quadro complesso condiviso anche dal Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, Lucia Castellano, che ha allargato lo sguardo alla situazione delle carceri calabresi. Pur riconoscendo le criticità strutturali e organizzative, ha evidenziato anche margini di miglioramento, sottolineando la necessità di rafforzare la collaborazione tra istituzioni e sanità per garantire cure adeguate ai detenuti e prevenire rischi sanitari.

Tra le priorità indicate, anche il recupero degli spazi detentivi per restituire dignità agli ambienti carcerari. Un impegno che si affianca alla lotta alla criminalità organizzata ed alla costruzione di percorsi concreti di reinserimento. “In questo contesto - ha commentato -, il numero relativamente contenuto di detenuti rispetto ad altre regioni viene visto come un’opportunità per migliorare la qualità degli interventi”.

Sul piano operativo, il comandante del reparto, Massimo Carnevale, ha illustrato le principali criticità affrontate quotidianamente dagli agenti. Tra queste, l’aumento degli episodi legati all’introduzione di telefoni cellulari e sostanze stupefacenti, spesso tramite tecnologie sempre più sofisticate. Non meno preoccupante il dato relativo alle aggressioni al personale: circa trenta episodi registrati nel solo 2025, a cui si aggiungono minacce e offese.

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La giornata celebrativa ha visto la partecipazione di numerose autorità civili, militari e religiose, tra cui il sindaco Nicola Fiorita, il presidente della Provincia Mario Amedeo Mormile, il Prefetto di Catanzaro, Castrese De Rosa e l’arcivescovo Claudio Maniago.

Momento particolarmente suggestivo è stata l’esecuzione dell’Inno nazionale, affidata al soprano Laura Screnci ed alla pianista Maria Veraldi, con la partecipazione di padre Giovanni Aitollo.

La cerimonia si è conclusa con la consegna delle ricompense morali agli operatori distintisi per servizio che, quotidianamente, operano in un contesto complesso, contribuendo alla sicurezza ed alla funzione rieducativa del sistema penitenziario.

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Sono stati premiati l’ispettore superiore Salvatore Paradiso, l’agente scelto  Domenico Di Giovanni, l’assistente capo Giovanni Cristaudo, l’ispettore Giuseppe Capellupo, l’assistente capo Francesco Mirabelli, l’assistente capo Giuseppe Rocca, l’assistente Francesca Immacolata Basile, l’assistente capo Paolo Nisticò.


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