Catanzaro, la riflessione di Saccà: "Lo Statuto comunale è carta straccia?"

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  18 marzo 2026 13:24

"Lo strumento che ogni comune si è dato, prevede molte forme di partecipazione o di consultazione delle associazioni e dei cittadini su argomenti di grande importanza per la comunità. Nessuno ne è mai stato attuato: giunta e consiglio restano trincerati nei loro bunker prendendo decisioni che, al contrario, dovrebbero essere sottoposte alla cittadinanza che si troverebbe di fronte alle modifiche, magari non condivisibili, del loro sistema di vita.

A tal fine fin dalla prima stesura e in osservanza della legge comunale e provinciale è stato previsto la possibilità di indire appositi referendum. Ma per poterlo fare è necessario che il Consiglio approvi un regolamento con le norme da osservare. Ma non se ne parla mai né gli organi addetti al controllo delle attività della P.A. si sono posti l problema di inviare commissari che ne curassero la stesura. Un fatto che dimostra il crollo della cultura democratica nel nostro Paese, a destra, al centro e a sinistra.

Fatta questa necessaria premessa, con la quale sollevo il problema e chiedo una risposta esplicita da parte dell’ Amministrazione Comunale, ritengo che uno degli argomenti da sottoporre a referendum sia la questione del nuovo ospedale che non si risolve con dichiarazioni avventate ma dovrebbe far parte del complessivo assetto del territorio cittadino che non può essere privato di servizi essenziali sol perché esistono interessi motivati a farlo.

L’ Ospedale, come l’ Università, in ogni città sono all’ interno del perimetro urbano. Così com’è anche oggi a Catanzaro. Come si può pensare di crearlo nella valle del Corace senza dare vita a modifiche irreparabili? Il PD ha mai ascoltato i suoi iscritti? Altri lo hanno fatto? Quale visione hanno dell’ assetto della città, visto che fra Pugliese, Ciaccio, Cliniche varie, Villa Bianca l’ intero polo sanitario ha già una collocazione, magari da migliorare? Come si può parlare di spostamenti senza che vi sia alcun progetto da discutere o è nei cassetti di qualche studio tecnico? In conclusione credo di avere esposto la necessità di mettere mano a due argomenti:

1-      Il regolamento per i referendum, ma anche per tutti gli istituti di partecipazione previsti dallo Statuo, che è la nostra Carta Costituzionale;

2-      La presentazione di progetti sul nuovo ospedale.

In mancanza di entrambi le dichiarazioni sono aria fritta.

Per poter svolgere i referendum a livello locale è necessario che il Comune abbia adottato un apposito regolamento

Ecco come funziona la procedura secondo il Testo Unico degli Enti Locali (TUEL):

  • Previsione nello Statuto: Lo statuto comunale deve prevedere la possibilità di ricorrere al referendum per materie di competenza locale.
  • Adozione del Regolamento: Non basta la previsione statutaria; il Comune deve approvare un regolamento di dettaglio che stabilisca le modalità pratiche di svolgimento. Senza questo regolamento, un'eventuale richiesta di referendum potrebbe essere dichiarata inammissibile proprio per mancanza della disciplina attuativa.
  • Contenuti del Regolamento: Il documento deve definire aspetti fondamentali come:
    • Le modalità di raccolta e autenticazione delle firme.
    • I criteri di formulazione del quesito.
    • L'individuazione del corpo elettorale e lo svolgimento delle operazioni di voto.
    • Il quorum necessario per la validità della consultazione.
  • Indizione: Solo una volta che il quadro normativo comunale (Statuto + Regolamento) è completo, il Sindaco può procedere a indire formalmente il referendum su richiesta dei cittadini o del Consiglio. 

In sintesi, il regolamento è lo strumento indispensabile che rende "azionabile" il diritto dei cittadini a richiedere un referendum locale. Se il tuo Comune non lo ha ancora, il primo passo sarebbe proprio sollecitarne l'approvazione in Consiglio Comunale". 

Lo afferma in una nota Mario Saccà.

 


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