
Una folla raccolta e commossa ha riempito nel pomeriggio la chiesa Madonna di Pompei, nel quartiere Sant’Antonio, dove si sono svolti i funerali di Emanuela Puzzonia, la 42enne morta lunedì scorso nel tragico incidente avvenuto sulla Tangenziale Est di Catanzaro.
Una partecipazione forte, composta, quasi a voler stringere in un unico abbraccio la famiglia di Emanuela, conosciuta e stimata in tanti ambienti della città. Colleghi dell’Azienda ospedaliero-universitaria Dulbecco, amici, volontari delle associazioni animaliste e semplici cittadini hanno preso parte alla celebrazione officiata da don Gaetano Rocca, in una chiesa gremita in ogni ordine di posto.
Nel corso dell’omelia è stato più volte richiamato il valore umano di Emanuela, ricordata come una donna capace di dedicarsi agli altri senza mai cercare riconoscimenti. Il sacerdote, nella celebrazione del rito, ha sottolineato quanto il bene lasciato nella vita delle persone riesca a sopravvivere persino al dolore della perdita. “La vita è fragile e spesso attraversata dalla sofferenza – è stato detto durante la funzione – ma ciò che resta davvero è l’amore seminato ogni giorno”.
Parole che hanno trovato conferma nei tanti racconti emersi dentro e fuori la chiesa. In molti hanno ricordato il suo impegno nel reparto di Urologia del presidio “Pugliese”, dove lavorava come operatrice socio-sanitaria, ma anche la sua presenza costante nel mondo del volontariato animalista. Una disponibilità silenziosa, fatta di aiuti concreti, telefonate notturne, sostegno a chiunque avesse bisogno.
Momento di grande commozione quello dedicato al messaggio della figlia Alessandra, letto durante la celebrazione da un’amica di famiglia. La ragazza ha affidato ai suoi pensieri il ritratto più intimo della madre: “Sei stata tutto. Per tutti eri una casa, un rifugio, una certezza”.
Il silenzio della chiesa si è trasformato in lacrime sul finale: “Mamma, non hai mai saputo davvero quanto fossi speciale. Una persona come te non esisterà mai più”.
A seguire anche il ricordo di amici, colleghi e volontari che hanno condiviso episodi semplici ma significativi della vita quotidiana di Emanuela: l’attenzione verso gli altri, la capacità di ascoltare, la sensibilità verso i più fragili. “Ci hai insegnato che l’amore vero si vede nei piccoli gesti”.
All’uscita del feretro dalla chiesa, accompagnato da un lungo applauso, diversi palloncini bianchi sono stati liberati nel cielo. Un ultimo saluto carico di dolore e affetto, mentre Catanzaro continua a fare i conti con una perdita che ha colpito profondamente l’intera comunità.
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