
di IACOPO PARISI
Dopo un primo incontro che aveva incuriosito e convinto, "Lirica in Pillole" torna a Spazio 2 a Palazzo Fazzari e ne conferma le potenzialità, trasformando una buona intuizione in una relazione sempre più definita tra format e luogo. Il secondo appuntamento, inserito nella terza stagione del format ideato e curato da Marco Calabrese, ha restituito una sensazione più matura e consapevole. Se inizialmente Spazio 2 – aperto da poche settimane – rappresentava una novità, ora appare sempre più come un contesto stabile, capace di dialogare in modo efficace con la struttura narrativa del progetto.

L’atmosfera della serata ha confermato questa evoluzione: partecipata, attenta, segnata da curiosità e da una certa forma di familiarità. Il pubblico ha seguito con naturalezza il percorso proposto, segno di un meccanismo ormai riconosciuto e condiviso. Il titolo della serata, “O quante belle figlie madama Dorè”, ha introdotto un itinerario musicale ampio e articolato, costruito attraverso una selezione di ascolti capace di attraversare epoche, forme e linguaggi differenti. Nel percorso proposto da Calabrese sono emersi autori come Baude Cordier, Mozart, Rossini, Gaetano Donizetti, Arcangelo Corelli e Ottorino Respighi, in un tracciato che ha alternato momenti vocali e strumentali, mantenendo la coerenza del racconto più che una rigida scansione cronologica.

In questo contesto, è emersa con particolare evidenza una delle qualità più riconoscibili del format: la capacità di rendere accessibili anche alcuni elementi della costruzione musicale senza appesantire l’ascolto. In uno dei passaggi della serata, Calabrese si è soffermato infatti sul principio della ripetizione di un modulo di basso, richiamando termini come basso continuo, basso ostinato e basso alla romanesca, e accompagnando la spiegazione con esempi sonori capaci di rendere immediatamente percepibile al pubblico il meccanismo illustrato. Da qui il percorso si è allargato ad ascolti molto riconoscibili, come il Canone di Pachelbel, presentato proprio per mostrare come certi procedimenti musicali, pur nati in contesti storici precisi, abbiano avuto una lunga fortuna e una vasta circolazione, fino a entrare nell’immaginario contemporaneo. Un approccio che conferma la natura divulgativa di Lirica in Pillole: non semplificare, ma accompagnare l’ascolto, offrendo chiavi di accesso chiare e condivisibili.
Se il primo incontro a Spazio 2 aveva rappresentato una scoperta, questo secondo appuntamento ne ha consolidato il valore come parte integrante dell’esperienza proposta da Lirica in Pillole. La continuità, in questo caso, non è un dettaglio: è ciò che trasforma una buona intuizione in un progetto riconoscibile. Ed è proprio in questa direzione che sembra muoversi il rapporto tra il format e Spazio 2, sempre più definito e coerente.
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