









"Aranceto, Viale Isonzo e Pistoia non sono periferie da nascondere"
02 marzo 2026 16:26"Non useremo più mezzi termini. Il perdurare delle condizioni di degrado nei quartieri Pistoia, Viale Isonzo e Aranceto costituisce la prova evidente dell’incapacità politica e amministrativa dell’attuale governo cittadino di affrontare seriamente il tema della riqualificazione urbana.
Nei giorni scorsi abbiamo assistito all’ennesimo comunicato autocelebrativo sulla presunta rimozione delle carcasse di auto all’Aranceto. La verità è un’altra: sono state rimosse solo quelle visibili dalla strada. Quelle posizionate nelle aree interne, davanti alle abitazioni, sono ancora lì da oltre un anno, trasformate in discariche a cielo aperto, colme di rifiuti, come dimostrano le fotografie in nostro possesso. (ALLEGATE ALLA PRESENTE MAIL)
Questa non è riqualificazione. È maquillage amministrativo. È propaganda.
Nel frattempo: marciapiedi invasi da erbacce, siringhe abbandonate nelle aree frequentate dai bambini, condizioni igienico-sanitarie indegne di una città civile. E tutto questo nonostante le nostre denunce reiterate, nonostante l’interrogazione parlamentare presentata dalla Sen. Tilde Minasi, nonostante le richieste formali indirizzate al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente Colosimo.
Ma la responsabilità non è solo della maggioranza.
Anche l’opposizione – o pseudo tale – porta una responsabilità politica evidente. Dopo le dimissioni farsa della scorsa settimana, rientrate con disarmante rapidità, è chiaro a tutti che, pur avendo i numeri in Consiglio, nessuno intende realmente mettere in discussione la poltrona del Sindaco. Un copione già visto, all’insegna del più classico e dannoso consociativismo.
Nessuno incalza l’Amministrazione sui problemi annosi e atavici della città. Nessuno pretende un piano straordinario per i quartieri più fragili. Nessuno alza la voce dove dovrebbe.
Aranceto, Viale Isonzo e Pistoia non sono solo quartieri degradati: sono territori dove il disagio sociale si intreccia con dinamiche di spaccio e controllo criminale riconducibili alla 'Ndrangheta, che sfrutta le fragilità e arruola manovalanza ai margini della società.
Questa è la nostra Caivano. La Caivano della Calabria.
Un territorio lasciato solo, dove lo Stato e le istituzioni arrivano solo con i comunicati stampa.
Proprio mentre si celebrano cerimonie e si conferiscono onorificenze, la città reale affonda nel degrado. Nel fine settimana è stata conferita la cittadinanza onoraria al Cardinale Don Mimmo Battaglia. Un uomo che, quando era vicino a questi territori, ha svolto un’opera straordinaria di recupero dei tossicodipendenti e di presenza concreta tra gli ultimi.
Oggi, pur essendo Vescovo di Napoli, la sua autorevolezza e il suo carisma restano intatti. Anche da lontano può far sentire la sua voce. A lui ci rivolgeremo affinché richiami le istituzioni alle proprie responsabilità, perché qui non servono passerelle ma scelte coraggiose.
Al Sindaco rivolgiamo un invito pubblico: si tolga la cravatta e venga con noi a camminare tra le carcasse di auto, tra le siringhe, tra le famiglie abbandonate. Noi della Tazzina della Legalità siamo pronti ad accompagnarlo, senza preavviso e senza filtri.
Non ci fermeremo. Non possiamo abbandonare cittadini onesti che ogni giorno vivono nella paura e nell’indifferenza istituzionale. Dopo i pensieri della domenica del Sindaco, arriveranno le riflessioni – e le iniziative – della Tazzina del lunedì."
E' quanto si legge in una nota de La Tazzina della legalità.
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