
di IACOPO PARISI
Un’agenda che racconta la città, le sue parole e il suo passato, trasformando la quotidianità in un percorso di riscoperta delle radici. È stata presentata questa mattina, presso la sede della Pro Loco di Catanzaro, l’Agenda 2026 dedicata al capoluogo calabrese, frutto del lavoro delle operatrici volontarie del Servizio Civile Universale, Marta Morini e Isabella Coscarella.
Il volumetto si configura come molto più di una semplice agenda: al suo interno trovano spazio proverbi, espressioni idiomatiche e detti popolari della tradizione catanzarese, insieme a riferimenti ai luoghi simbolo e ai personaggi che hanno segnato la storia cittadina. Particolarmente significativa la scelta di affiancare all’italiano il dialetto locale per i giorni della settimana, sottolineando la volontà di preservare e tramandare una componente linguistica fondamentale dell’identità cittadina.

Durante la presentazione, il presidente della Pro Loco Calabria, Filippo Capellupo, ha sottolineato il valore sociale del progetto: “Questa agenda è la dimostrazione concreta di quanto il servizio civile sia capace di costruire e far crescere i giovani, accompagnandoli in una fase delicata tra studio e ingresso nel mondo del lavoro”. Capellupo ha inoltre evidenziato come il lavoro delle volontarie rappresenti un esempio tangibile dell’utilità di questi percorsi, spesso sottovalutati.
Tra gli elementi innovativi dell’agenda, anche la presenza di QR code che permettono di accedere a contenuti digitali dedicati ai luoghi simbolo della città, trasformando il prodotto editoriale in una vera e propria guida interattiva. Dall’inquadratura di un codice è possibile, infatti, scoprire scorci e punti di interesse come il Cavatore, il lungomare o Corso Mazzini, offrendo così un’esperienza dinamica sia ai cittadini sia ai visitatori.
Non è mancato il racconto del lavoro dietro le quinte. “Abbiamo impiegato molto tempo per selezionare le frasi, perché ciascuna doveva essere autentica e riportata correttamente”, è stato spiegato durante l’incontro, a testimonianza dell’attenzione filologica riservata al progetto.
Le due volontarie hanno illustrato la genesi dell’iniziativa, nata nell’ambito di un percorso dedicato alla tutela delle radici locali: “Ci siamo chieste come preservare il nostro patrimonio e il nostro dialetto in un tempo in cui pare stia piano piano sparendo. Da qui l’idea di un’agenda che, giorno dopo giorno, riportasse il dialetto e il territorio al centro della quotidianità”.

Un lavoro che ha avuto anche una forte valenza di ricerca: “Molti termini erano per noi sconosciuti – hanno aggiunto – e abbiamo potuto recuperarli grazie al supporto di studiosi ed esperti”. Fondamentale, infatti, il contributo di Francesco Sivori, Aldo Pipicelli e Maurizio Gemelli, che hanno affiancato le ragazze nella ricostruzione linguistica e culturale.
Tra le particolarità dell’agenda, anche la collocazione tematica di alcune espressioni in specifici periodi dell’anno. Emblematico il proverbio inserito nell’ultimo giorno di dicembre, “cu si vitta, si vitta” (“chi si è visto, si è visto”), a sottolineare il legame tra lingua, tempo e tradizione.
Positivo il riscontro già registrato sul territorio. “I ragazzi hanno fatto un lavoro straordinario – ha commentato Sivori – e l’accoglienza che stiamo ricevendo è estremamente favorevole, segno che il progetto ha colto nel segno”.
L’Agenda 2026 della Pro Loco di Catanzaro si propone così come un ponte tra generazioni, capace di mettere in dialogo le nuove generazioni con chi custodisce la memoria del territorio e di restituire centralità a un patrimonio culturale che rischia, altrimenti, di andare perduto.
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