
di GAETANO MARCO GIAIMO
La prevenzione dei reati digitali contro i minori non può essere delegata soltanto alla repressione: è da questa idea che Co.Re.Com. Calabria, in compartecipazione con l'Assessorato regionale alla Legalità e con la Calabria Film Commission, con il patrocinio di Agcom, ha dato vita al "Cybercrime Film Festival - Premio Speciale Lucia Abiuso", presentato questa mattina in conferenza stampa nella Sala Verde della Cittadella Regionale "Jole Santelli" di Catanzaro. Il progetto è rivolto alle scuole secondarie di secondo grado, alle università e alle accademie: gli studenti potranno realizzare cortometraggi originali sui temi del cybercrime, della legalità digitale, della fragilità psicologica e della tutela dei minori; a loro verrà richiesta maturità, consapevolezza e capacità di raccontare senza ferire.

Dal 1° marzo al 1° settembre sarà possibile inviare i lavori realizzati, che poi verranno valutati dai ragazzi per mezzo social prima che altri adolescenti potranno vivere il cuore formativo del Festival attraverso visioni guidate, laboratori di Media Education e spazi di confronto e ascolto. "I dati che abbiamo a disposizione oggi sono inquietanti: tre bambine su cinque sono vittima di cyberbullismo e c'è un aumento del 75% dei casi di tentativi di suicidio", ha spiegato il presidente del Co.Re.Com., Fulvio Scarpino, "il quadro che ci restituiscono questi numeri è quello di una generazione che è sì avanti dal punto di vista tecnologico, ma incredibilmente fragile. Questo rappresenta il più importante programma di Media Education mai elaborato in Italia e, forse, addirittura in Europa".
Un risultato che è stato possibile raggiungere grazie a una forte rete istituzionale, come sottolineato dalla presenza del Sindaco del capoluogo, Nicola Fiorita: "Catanzaro è felice di poter ospitare questa iniziativa che è innovativa e originale. L'Amministrazione Comunale sta iniziando un percorso che vuole andare a intervenire su molte forme di fragilità perché così si costruisce la difesa dei valori della comunità". Anton Giulio Grande, presidente della Calabria FIlm Commission, ha esaltato il potere educativo e terapeutico dell'arte, soffermandosi anche su come "i nostri giovani spesso stringono rapporti umani, lavorativi e sentimentali nella realtà virtuale, cosa che può diventare una lama a doppio taglio; con questo viaggio culturale vogliamo creare una narrazione nuova in cui il giovane governi creativamente la propria emotività".
A ribadire il forte spirito educativo è la dedica del Premio Speciale alla docente Lucia Abiuso, alla quale presto il Comune di Catanzaro intitolerà la scuola del quartiere Santo Janni. A dirigere artisticamente il Festival sarà la sovrintendente della Fondazione Politeama, Tonia Santacroce: "Questa opportunità mi consente di coniugare le mie due professioni, quella di direttore artistico e di docente. Da tecnica del settore, conosco le dinamiche all'interno delle scuole, che sono i luoghi in cui il cyberbullismo prende più piede. Questa rassegna anomala nasce non per fare passerella ma per essere d'aiuto a giovani, famiglie e anche carnefici, spesso inconsapevoli del male che fanno". È anche intervenuta, in rappresentanza dell'Ufficio Scolastico Regionale, la Responsabile delle Politiche giovanili, Franca Falduto, che ha portato un ricordo della professoressa Abiuso, auspicando che "questo mondo delle immagini che tanto affascina i giovani possa essere uno strumento in più per entrare nelle loro case".
A chiudere la mattinata è stato l'Assessore regionale alla Legalità, Antonio Montuoro: "Questa iniziativa è veramente eccezionale anche per i tanti aspetti che sono già stati sottolineati. Il fenomeno che tratta è sempre più frequente nella vita quotidiana. Vogliamo rendere i ragazzi protagonisti attraverso il linguaggio del cinema: l'attività di questo evento deve trovare una sua continuità perché la cultura della legalità digitale si porta avanti con l'agire quotidiano". L'appuntamento, dunque, è al prossimo inverno: il Cybercrime Film Festival si candida a costruire con i ragazzi un'esperienza che li renda capaci di leggere la rete, riconoscere il rischio, nominare le emozioni e ritrovare la misura del limite come forma di prevenzione.
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