Catanzaro, presentato il percorso creativo de "I Persiani" di Eschilo: debutta il 18 ottobre

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Da sinistra: Francesco Mazza, Raffaele Nisticò, Amedeo Mormile, Aldo Fiale, Aldo Conforto, Marco Trebian, Giovanni Cuda, Francesco Cuteri, Amedeo Lobello

  24 settembre 2025 13:56

di IACOPO PARISI

«Non è lo spettacolo che conta ma tutto quello che stiamo facendo insieme, è il viaggio che conta davvero». Con queste parole Francesco Mazza, direttore artistico dell’Associazione Teatro di Calabria “Aroldo Tieri”, ha racchiuso lo spirito della presentazione del progetto creativo de I Persiani di Eschilo, svoltasi ieri al Museo Marca di Catanzaro. Un incontro che ha messo in luce non solo lo spettacolo in sé, ma soprattutto il percorso che lo ha reso possibile: un viaggio fatto di idee, collaborazioni e passione condivisa.

L'Associazione Teatro di Calabria "A.Tieri", nata con l’obiettivo di promuovere la tradizione classica e la valorizzazione delle radici culturali del territorio, ha sempre unito tragedie greche, commedie italiane e opere legate all’identità locale. In un momento storico in cui il teatro non vive una fase felice, realtà come questa diventano essenziali per mantenere vivo un patrimonio che non è solo artistico, ma anche sociale e umano.

Moderata sapientemente dal giornalista Raffaele Nisticò, la serata si è aperta con una riflessione sullo stato delle arti sceniche: la legge nazionale del 2017 e la recente delibera regionale di giugno 2025 sono viste come strumenti per ridare slancio a un settore che cerca nuove energie. Lo ha ricordato anche il presidente della Provincia, Amedeo Mormile, sottolineando l’importanza di riaprire spazi culturali un tempo dimenticati: “Quando si incontrano associazioni come questa si percepisce la passione, l’entusiasmo. Sta a noi amministratori affiancare questi percorsi”.

Un entusiasmo condiviso dall’assessora comunale alla cultura Donatella Monteverdi, che ha richiamato la necessità di coinvolgere le nuove generazioni, trasformando luoghi belli ma silenziosi in centri vivi e organizzati. Un invito a pensare al teatro non come semplice intrattenimento, ma come strumento di umanità in un’epoca segnata dai conflitti.

Sul versante creativo, lo scrittore Aldo Fiale ha raccontato la sfida di adattare il testo di Eschilo, cucendo insieme diverse traduzioni per offrire al pubblico una versione più immediata e attuale, mentre il regista Aldo Conforto ha svelato l’impianto scenico: costumi persiani, maschere e un linguaggio essenziale, per restituire l’anima di un’opera che parla dei vinti con la voce di chi, come Eschilo, era stato un soldato sul fronte opposto.

Marco Trebian, attore che interpreterà Serse e affiancherà la regia, ha dato voce all’atmosfera familiare che anima la compagnia: “Sono tornato a casa due volte: nella mia città e nella famiglia che mi ha fatto muovere i primi passi nel teatro”. La stessa dimensione comunitaria è stata sottolineata dal rettore dell’Università Magna Grecia Giovanni Cuda che sostiene il progetto e dal docente del Conservatorio Tchaikovsky Amedeo Lo Bello, che curerà le musiche, a dimostrazione di un lavoro realmente corale.

Il percorso creativo, come ha spiegato lo storico Francesco Cuteri, è diventato un vero e proprio laboratorio di riflessione, dove si intrecciano passato e presente, tradizione e sperimentazione. Non a caso la presentazione è stata arricchita da intense esibizioni degli attori, tra i tanti, Trebian e Anna d’Alfonso, che hanno offerto al pubblico un assaggio vibrante dello spettacolo.

Il cammino continuerà il 10 ottobre con le prove aperte, occasione per chiunque di avvicinarsi al dietro le quinte, fino al debutto del 18 ottobre. Un viaggio che, come ha ricordato Mazza, conta più della meta: perché il teatro, quando è vissuto insieme, diventa esperienza di comunità.