Catanzaro, presentato "Strade di velluto": tra tradizione, inclusione sociale e street art

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  13 marzo 2026 17:13

di GAETANO MARCO GIAIMO

Un'iniziativa dedicata alla memoria della tradizione serica catanzarese e alla valorizzazione del centro storico della città utilizzando un linguaggio moderno e accogliente come la street art inclusiva: è questo "Strade di velluto", il progetto che questo pomeriggio è stato presentato a Catanzaro da Dedalo Società Cooperativa Impresa Sociale, che promuove la rassegna. "Strade di velluto" è finanziato dal Comune di Catanzaro nell'ambito del Programma Nazionale METRO PLUS. Durante la giornata di oggi sono state messe in luce le finalità del progetto, che coinvolgerà giovani con sindrome di down e autismo tramite un laboratorio creativo che realizzerà interventi artistici diffusi nello spazio urbano del centro storico, ispirati alla storia della seta e dei velluti catanzaresi.

A mediare l'incontro è stata Maria Teresa D'Agostino. "Mi piace dire che questo è un progetto d'eccellenza", ha dichiarato Guido Mignolli, legale rappresentante di Dedalo, "Mettiamo assieme l'eccellenza degli artisti, quella dei nostri ragazzi e della storia di Catanzaro della quale non tutti siamo consapevoli. Infatti noi vogliamo proprio fare emergere la tradizione del velluto e del damasco nella nostra città non in modo nostalgico ma per riempirla con l'arte". Il progetto vede il coinvolgimento di numerosi artisti catanzaresi, capitanati da Massimo Sirelli: "A loro voglio dire di valorizzare le potenzialità dei ragazzi", ha concluso Mignolli. 

"La strategia del progetto ha preso questa corrente perché, per me, includere altri artisti in questa iniziativa era un atto dovuto", ha invece rimarcato Sirelli. "Tramite un maggior numero di esperienze artistiche si amplificherà maggiormente il valore della diversità, restituendo alla città più linguaggi che arriccheranno anche gli altri. Ho fatto un passo indietro per farne sette in avanti: la vera forza sta nel saper fare rete". Gli artisti che collaboreranno con Sirelli sono Enrico Caccavale, Simonluca Spadanuda, Antonio Spadaro, Micaela Mele, Lorenzo Caporale e Silvana De Santis. L'idea è quella di realizzare in sette luoghi simbolici della città altrettante installazioni artistiche che verranno poi idealmente collegate da un filo rosso

L'Assessore comunale alla Cultura, Donatella Monteverdi, ha sottolineato il ruolo delle istituzioni: "Ho sempre pensato che la funzione dell'Assessorato alla Cultura debba essere quella di creare il senso di comunità, cosa che nella nostra città oggi manca. Le tradizioni che ci portiamo sulle spalle non pesano troppo, quindi se invece di farne atto di nostalgia le rendiamo elementi di sfida nel nostro presente, utilizzando nuove formule, si possono mettere in modo nuove idee ed energie positive. Credo molto nel fatto che confronto e sperimentazione siano il motore che ci deve attivare: mi piacerebbe che questi progetti penetrassero in tutta la città, uniti da un filo morbido, che si può curvare e annodare. La diversità si lega al confronto: noi non stiamo aiutando nessuno, la società si migliora nel confronto tra persone diverse tra loro. L'arte non sta solo nel prodotto finale ma anche nel percorso compiuto per realizzarla".

Una delegazione di studenti del Liceo Scientifico "Siciliani" ha poi esposto una relazione sui luoghi del centro storico legati alla storia della seta e dei velluti che saranno protagonisti del progetto: si parte da Porta di Mare, passando per Via Filanda, Palazzo Fazzari, Complesso Monumentale del San Giovanni, Piazza Prefettura e Corso Mazzini, arrivando al Quartiere della Giudecca. Le conclusioni sono state affidate nuovamente a Guido Mignolli: "Vogliamo ragionare sulla rivoluzione del paradigma: non è la comunità a dare aiuto a queste persone ma sono loro a offrire un servizio alla collettività". I laboratori partiranno venerdì 20 marzo e si terranno ogni venerdì pomeriggio, con una pausa estiva prevista: “Strade di velluto” si propone di promuovere inclusione sociale, creatività e partecipazione della comunità, contribuendo allo stesso tempo alla riscoperta e alla valorizzazione di una delle identità storiche più significative della città di Catanzaro.


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