
di FRANCESCO RIGHINI
E dopo qualche lustro durante il quale sull’argomento era calato un significativo silenzio, la Giunta comunale ha dato il lieto annuncio di aver adottato il “Documento definitivo” del nuovo strumento urbanistico generale della Città.
Tuttavia, si tratta di un atto che arriva in forte ritardo sui tempi dovuti e, quel che appare ancor più irrituale, è che si tratta di un Piano mai aperto al confronto pubblico e/o al coinvolgimento formale degli stalkeholders che avrebbero potuto significativamente incidere sulla qualità del lavoro.
A guardarsi intorno, appare giustificato non apprezzare l’entusiasmo esternato da un primo cittadino che si è di fatto limitato a riferire di aver portato a compimento … “il proprio mandato realizzando opere e progetti strategici per la città”, seguitando ancora nel riferire che … “la qualità delle idee e la validità del percorso politico intrapreso possano prevalere sulla debolezza politica che ci portiamo dall’inizio”.
Alla stessa stregua ha poi stupito l’enfasi di un assessore che dopo aver precisato che si è deliberato un atto coerente con il “Documento preliminare” licenziato dal Consiglio comunale nel 2023, ha poi parafrasato i generici contenuti rinvenibili nella manualistica di settore che, è bene chiarire, sono applicabili a qualsivoglia realtà urbana del nostro Paese.
La strategia che in passato è stata utilizzata per pianificare il territorio urbano della città è lo Zoning, sistema che si fonda sulla divisione del territorio in macro aree ognuna delle quali con una precisa funzione; le funzioni venivano quindi segregate in zone diverse, senza alcuna possibilità di intrecciarsi.
L’Urbanistica, nella contemporaneità, ha invertito tendenza ponendosi l’obiettivo di realizzare una città complessa ma non complicata, caratterizzata da una rete di legami nuovi e trasversali per cui, l’idea di aver abbandonato lo Zoning appare una ragionevole scelta e ha stupito oltremodo dover registrare che i protagonisti della conferenza di presentazione del Piano, evidenziando scarso senso di rispetto del tempo altrui, hanno tenuto in ostaggio la stampa evitando di fornire elementi significativi dati sul lavoro svolto.
Per la migliore comprensione dei non addetti ai lavori, occorre riferire che la tanto attesa conferenza ha registrato l’intervento di un assessore che si è limitato a parafrasare i generici contenuti riportati nella manualistica di settore che, è bene chiarire, sono applicabili a qualsivoglia realtà urbana del nostro Paese, sic!
E’ purtroppo andata in fumo anche l’occasione che avrebbe consentito alla nostra comunità di avere notizie perlomeno su un quadro conoscitivo e su norme tecniche attuative che rimangono tuttora sconosciute; nessuna notizia è stata poi diffusa sui limiti delle gerarchie attribuite a nuclei urbani per i quali i tanti portatori di interesse che animano la vita della città, avrebbero potuto offrire il proprio contributo.
E’ apparso inoltre oggettivamente riduttivo apprendere che:
- la riduzione delle distanze permetterà ai cittadini di raggiungere servizi essenziali a pie, richiamando la definizione più utilizzata dagli urbanisti di … Città a 15 minuti;
- una mobilità urbana più sostenibile eserciterà effetti positivi sulla riduzione del traffico per via dei minori spostamenti in auto con ragguardevoli riduzioni di emissioni;
- l’aumento della presenza delle persone nelle strade a tutte le ore, miglioreranno la sicurezza percepita e la coesione sociale.
Nel rispetto del tempo mi fermo, restando in attesa di conoscere le determinazioni che saranno assunte dalle forze politiche che siedono in Consiglio.
Intelligenti pauca sufficiunt
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