Catanzaro, si chiude il progetto "Rete sicura" per proteggere anziani e persone fragili

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  26 ottobre 2026 14:08

Il progetto “Rete sicura” - promosso dall'UICI Catanzaro (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) come capofila, in collaborazione con l’Univoc Catanzaro, il Centro Solidarietà Catanzaro Marina, il Centro Cittadino per i Servizi Sociali e Controvento APS, in co-progettazione con il Comune di Catanzaro – si è avviato a conclusione, ma mira in realtà a non disperdere quanto costruito in mesi di attività di prevenzione ed informazione contro il sistema delle truffe. Attraverso la costituzione di punti informativi e gli incontri mirati con i cittadini, con la collaborazione delle forze dell’ordine, si sono portate avanti quelle che Luciana Loprete, presidente dell’UICI di Catanzaro, ha definito, durante la presentazione conclusiva di venerdì scorso all’Aula Sancti Petri, moderata dal conduttore Domenico Gareri, “non una campagna informativa generica, ma un modello di ascolto mirato e costruito in un’ottica inclusiva ed accessibile a tutti, anche ai non vedenti, che ha trovato nella capillarità e nella vicinanza al territorio il suo punto di forza”.

A farle eco i vari partner del progetto – Francesco Mancuso per “Controvento”, Daniela Tassone per il “Centro Cittadino per i Servizi Sociali”, Olga Anania per il “Centro di Solidarietà di Catanzaro Marina” ed Antonella Mascaro per l’Univoc – che hanno ribadito la necessità di non abbassare la soglia dell’attenzione nei confronti di quello che è ormai diventato un vero e proprio sistema fraudolento in continuo aggiornamento che non ha più rispetto per le persone anziane, è sempre più sofisticato e quindi pronto ad ingannare tutti, in maniera indistinta, e che richiede un “vero e proprio intervento di natura sociale, affinché non si intervenga, come spesso avviene, a fatti accaduti”, ha auspicato l’assessore alle Politiche Sociali, Nunzio Belcaro. Assieme a lui, anche il dirigente comunale del settore, Antonino Ferraiolo, e la funzionaria assistente sociale che ha seguito sin dall’inizio il progetto per conto del Comune, Lea Vadalà, che ha rimarcato l’importanza di non dissolvere quanto fatto finora, a partire dalla costituzione di un’ATS tra gli Enti del Terzo Settore partner.

Tra gli svariati interventi, anche quello di Nino Mirante Marini, direttore di Radio Ciak, del vicario del Prefetto Vito Turco, e del vicario don Salvino Cognetti in rappresentanza dell’arcivescovo Maniago, il quale ha ribadito di considerare le parrocchie i luoghi di prossimità in cui le persone più fragili e a rischio “creduloneria” scorgeranno sempre le porte aperte al momento del bisogno. Sarà perché è nell’isolamento delle persone che i raggiri trovano terreno fertile su cui operare – ha chiarito lo psicologo Maurizio Leuzzi – o perché, in un’epoca in cui le relazioni si costruiscono sui social, non esistono quasi più i rapporti di buon vicinato – ha espresso a tal proposito Olga Anania – e che le persone truffate preferiscono non dar seguito alla denuncia per vergogna (è stata l’analisi di Antonio Ranieri dell’AIEF (Associazione Italiana Educazione Finanziaria) Calabria), unanime è risultato essere l’accordo di proseguire lungo tale strada, a partire dalla disponibilità del numero 0961 748669, rimasto operativo per eventuali segnalazioni.

I consigli dell’Arma dei Carabinieri

L’iniziativa preventiva, con incontri mirati sul territorio, è l’arma più potente contro le truffe di ogni genere, parola del generale Giovanni Pellegrino. Quanto più si è tempestivi nell’intervento, tanto più il truffatore, infatti, può essere smascherato ed il maltolto restituito. La truffa è comunque un’aggressione alla persona, non solo un reato contro il patrimonio, ed è sempre posta in atto da persone “preparate” ad ingannare il prossimo che si avvalgono di call center e batterie organizzate in tutta Italia. Quello che il maggiore Piergiorgio Cataldo prima, ed il maresciallo Fabrizio Colosimo poi, hanno suggerito di fare è, innanzitutto, davanti ad una richiesta immediata di denaro per telefono, di prendersi del tempo e di riflettere: magari per comporre il numero del figlio o nipote che altri, dicono, sia in pericolo, e, nel dubbio del 112. La regola che vale sempre rispettare, a qualunque età, è di non aprire la porta agli sconosciuti, di non fidarsi mai delle apparenze (i finti carabinieri sono ovunque), di tenere sempre a disposizione il telefono e di non dare soldi a chi non si conosce. Per le truffe online difendersi è più difficile, anche perché il più delle volte il danno è fatto, ma evitare di eseguire bonifici istantanei e stare più accorti ai siti in cui si naviga non fanno di certo male. Quel che è certo è che una comunità più informata e consapevole è anche più sicura.