






di FRANCESCO IULIANO
Con la cerimonia di questa mattina, il Tribunale per i Minorenni di Catanzaro ha accolto il nuovo procuratore della Repubblica minorile, il magistrato Michele Sessa, nominato all’unanimità dal plenum del Consiglio Superiore della Magistratura nella seduta del 4 marzo scorso. Sessa succede a Maria Alessandra Ruberto, dopo un periodo di vacanza dell’ufficio, iniziato la scorsa estate.
Magistrato di lunga esperienza, Michele Sessa conosce già profondamente la realtà giudiziaria del distretto calabrese. Dal 2015 ha infatti svolto il ruolo di sostituto procuratore nello stesso ufficio minorile di Catanzaro, occupandosi di numerosi procedimenti legati alla tutela dei minori ed alle problematiche sociali che coinvolgono adolescenti e famiglie. In precedenza aveva maturato esperienze nei tribunali di Crotone, Sala Consilina e Lagonegro, operando sia nel settore penale che civile.

“Oggi assumo la guida della Procura della Repubblica per i minorenni a Catanzaro con un profondo senso di responsabilità”. Con queste parole il nuovo procuratore ha aperto il discorso di insediamento, salutando il Presidente della Corte d’Appello, Concettina Epifanio, la presidente del Tribunale per i Minori, Teresa Chiodo, la consigliera del Csm, Maria Vittoria Marchianò, il Procuratore generale, Salvatore Curcio, l’Arcivescovo Monsignor Claudio Maniago, il sostituto procuratore generale presso la Corte d’Appello, Beniamino Calabrese, i magistrati, gli avvocati, le autorità civili e militari e il personale amministrativo.
Il cuore dell’intervento è stato il ruolo dell’ufficio. “La Procura per i minorenni non è una procura minore. È la trincea dove lo Stato incontra le sue fragilità più grandi: un bambino maltrattato, un adolescente che sbaglia, una famiglia in difficoltà”.
Quindi il richiamo all’articolo 31 della Costituzione, che impone di proteggere l’infanzia e la gioventù, ed al principio del superiore interesse del minore. “Qui non si lavora solo con i codici, ma con le vite dei ragazzi, delle loro famiglie, dei gruppi di appartenenza”.
Sessa ha poi indicato le priorità del territorio: i minori vittime di violenza intrafamiliare, il disagio giovanile che in alcune aree sfocia in devianza e in contiguità con la criminalità organizzata, l’impatto del web. “I ragazzi non appartengono ai giudici minorili. Appartengono a sé stessi. Ma il web è entrato violentemente nelle loro vite e spesso lo fanno in modo inconsapevole, con danni irreversibili”.
Attenzione anche ai minori stranieri non accompagnati, seguiti fino al compimento del 21esimo anno d’età. “Ci chiedono protezione e accoglienza. Li accompagniamo insieme ai servizi sociali perché si integrino nel tessuto sociale, trovino un lavoro, costruiscano un futuro. Molti stanno diventando ottimi sportivi, sono un arricchimento culturale per il nostro territorio”.

Il procuratore ha ribadito i principi che guideranno il suo mandato: ascolto, accoglienza, tempestività senza fretta. “Ogni segnalazione di abuso, ogni fuga da casa, ogni reato commesso da un adolescente chiede una risposta efficace ed equilibrata. Non abbiamo una regola valida per tutti i casi: ogni caso richiede una regola giuridica ma anche umana”.
Massima collaborazione con le forze dell’ordine, i servizi sociali e le agenzie del territorio. E una linea chiara sulla giustizia minorile: “La strada maestra resta il recupero. La detenzione è l’extrema ratio. Credo nella messa alla prova, nella mediazione penale, nel lavoro con le comunità e con le scuole. Un minore recuperato è una vittoria”.

Il procuratore ha concluso il suo discorso ringraziando il Consiglio Superiore della Magistratura e la consigliera Maria Vittoria Marchianò per la fiducia accordata, chiedendo scusa per “le intemperanze caratteriali” e promettendo impegno quotidiano su un fronte che definisce decisivo per il futuro della comunità.
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