Catanzaro, siglato il nuovo Piano Città per valorizzare gli immobili pubblici

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Da sinistra: Lacava, Squillace, Iozzo, Iemma, Fiorita, Battaglia, Zito, Belc aro

  25 giugno 2026 15:03

di IACOPO PARISI

Catanzaro punta sul recupero del proprio patrimonio immobiliare pubblico per costruire una città più efficiente, attrattiva e vicina ai bisogni della comunità. È stato siglato il Piano Città degli immobili pubblici, un accordo istituzionale che mette al centro la valorizzazione degli spazi dismessi o sottoutilizzati e la loro trasformazione in luoghi destinati a servizi, cultura, innovazione, inclusione e nuove funzioni urbane.

Il Piano è stato sottoscritto dal Direttore regionale dell’Agenzia del Demanio, Giovanni Zito, dal sindaco di Catanzaro, Nicola Fiorita, e dalla direttrice del Dipartimento Architettura e Design dell’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, Consuelo Nava. All’iniziativa hanno preso parte anche, in collegamento da remoto, la sottosegretaria al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Lucia Albano, la sottosegretaria al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, e la direttrice generale dell’Agenzia del Demanio, Alessandra dal Verme.

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L’obiettivo è quello di superare una visione frammentata del patrimonio pubblico, considerato non più come semplice insieme di edifici da amministrare, ma come leva strategica per la rigenerazione urbana, la razionalizzazione della spesa, il potenziamento dei servizi e la valorizzazione dell’identità storica della città.

Per il sindaco Nicola Fiorita, il Piano rappresenta un passaggio particolarmente significativo per Catanzaro, città che dispone di un patrimonio pubblico rilevante ma in parte indebolito nel corso degli anni. "Il recupero è utile se viene riempito di funzioni e inserito dentro un progetto complessivo di sviluppo della città", ha sottolineato il primo cittadino, evidenziando la necessità di intervenire con intelligenza, razionalità e secondo i principi della rigenerazione urbana.

Il Piano Città nasce come strumento di collaborazione, ascolto e pianificazione integrata tra istituzioni, con l’obiettivo di rendere gli immobili pubblici più accessibili, sicuri e funzionali. Un tavolo tecnico accompagnerà il percorso, occupandosi dell’analisi dell’utilizzo degli immobili, dell’individuazione di nuove opportunità di valorizzazione, della condivisione di competenze tra amministrazioni e della semplificazione dei processi gestionali.

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"L’obiettivo del Piano Città è porre al centro gli immobili pubblici nella loro interezza, creando una nuova visione capace di generare valore urbano, economico e sociale", ha spiegato Giovanni Zito. Il direttore regionale dell’Agenzia del Demanio ha ricordato che il primo portafoglio individuato comprende 11 immobili, appartenenti allo Stato e ad altri enti, da destinare a nuove sedi pubbliche, funzioni culturali, spazi di aggregazione e servizi per la collettività.

La strategia guarda in particolare al centro storico, alla memoria dei luoghi e alla capacità degli edifici pubblici di diventare elementi attivi di sviluppo. Alessandra dal Verme ha richiamato il valore della sinergia tra indirizzo politico, strategia e azione operativa, sottolineando che il Piano "vuole mettersi al servizio del territorio e della sua pianificazione". Per la direttrice generale dell’Agenzia del Demanio, il patrimonio pubblico è anche memoria e identità: i centri storici, ha evidenziato, rappresentano non solo il passato delle città italiane, ma anche una risorsa per la loro attrattività e innovazione.

Tra gli interventi più rilevanti rientra la rifunzionalizzazione del Fabbricato per Uffici del Genio Civile e del Provveditorato alle Opere Pubbliche, destinato ad accogliere la Corte dei conti e l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, oggi in locazione passiva, mantenendo al tempo stesso la presenza del Provveditorato. È prevista inoltre la riorganizzazione degli spazi del Palazzo di Giustizia di Piazza Matteotti, sede della Corte d’Appello, in seguito al trasferimento degli uffici della Procura della Repubblica presso l’ex ospedale militare.

Un altro intervento di rilievo riguarda la progettazione della nuova Cittadella dei Vigili del Fuoco nell’area di località Giulivetto, destinata ad accogliere i comandi regionale e provinciale e il distaccamento di Sellia Marina. L’operazione punta anche alla riduzione delle locazioni passive e sarà orientata a criteri di sostenibilità ambientale, in linea con i principi ESG e con i Criteri Ambientali Minimi.

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Il Piano individua cinque assi strategici: rigenerazione urbana attraverso il recupero del patrimonio pubblico; valorizzazione dei beni storici, artistici e culturali; sostenibilità ambientale ed energetica; potenziamento dei servizi turistici, sportivi, educativi e sociali; rafforzamento delle funzioni universitarie, della ricerca e dell’innovazione tecnologica. In questa prospettiva, il recupero degli immobili diventa anche occasione per ridurre il consumo di suolo, migliorare la logistica della pubblica amministrazione e accrescere il benessere sociale.

La sottosegretaria Wanda Ferro ha evidenziato il valore di una visione unitaria: "Il patrimonio pubblico non è soltanto un insieme di immobili da gestire, ma una risorsa straordinaria per orientare i processi di sviluppo, favorire la rigenerazione urbana e migliorare l’organizzazione dei servizi". Una prospettiva condivisa anche dalla sottosegretaria Lucia Albano, che ha definito il patrimonio immobiliare pubblico "un valore strategico per il Paese" e una leva concreta di crescita, sviluppo e coesione, a condizione che istituzioni e territori sappiano lavorare insieme.

In questo percorso, l’Università Mediterranea di Reggio Calabria avrà un ruolo di supporto scientifico e progettuale. Consuelo Nava ha richiamato il contributo del Dipartimento nella produzione di conoscenza, nella definizione di criteri di sostenibilità ambientale, economica e sociale e nella sperimentazione di modelli innovativi di rigenerazione, anche attraverso usi temporanei degli spazi in attesa degli investimenti strutturali.

Il primo portafoglio immobiliare del Piano comprende quindi 11 beni: tra quelli di proprietà dello Stato figurano il Fabbricato Uffici del Genio Civile e del Provveditorato alle Opere Pubbliche, Palazzo Galluppi, il Palazzo di Giustizia di Piazza Matteotti, il Centro di rieducazione minorenni di via Bellamena, il fondo rustico in località Giulivetto, la Casa circondariale, San Giovanni e il lotto per l’ampliamento della Capitaneria. A questi si aggiungono l’ex Mattatoio di proprietà comunale, la Caserma Triggiani di proprietà INVIMIT e l’ex ospedale di via Acri dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

Il Piano Città degli immobili pubblici di Catanzaro si configura così come un patto istituzionale orientato al futuro: un programma che prova a trasformare edifici e aree oggi sottoutilizzati in nuove infrastrutture civiche, capaci di generare servizi, attrattività, sostenibilità e occasioni di sviluppo. Ogni immobile recuperato diventa parte di una strategia più ampia: restituire spazi alla comunità e rafforzare il ruolo di Catanzaro come città pubblica, vivibile e aperta all’innovazione.


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