
di GIULIA CRICELLI
Da oltre due anni, nel quartiere di Via Antonio Masciari si susseguono episodi sempre più inquietanti legati alla morte improvvisa di gatti randagi. Una situazione che, secondo i residenti, avrebbe assunto i contorni di un fenomeno di avvelenamento ripetuto e mai chiarito, generando crescente preoccupazione e indignazione.
I primi casi risalirebbero all’estate del 2024, quando alcuni abitanti hanno rinvenuto diversi felini senza vita in circostanze sospette. Da allora, episodi simili si sarebbero ripresentati a fasi alterne, senza mai arrestarsi del tutto.
“Da oltre due anni nel quartiere si verificano episodi inquietanti e ripetuti di morte tra i gatti randagi” racconta Matteo Mancuso, uno dei residenti della via. “I primi casi risalgono all’estate del 2024, quando abbiamo trovato alcuni felini privi di vita in circostanze sospette”.

Matteo Mancuso
“Da quel momento il fenomeno non si è mai realmente fermato” prosegue. “A fasi alterne continuano a verificarsi morti improvvise e misteriose, e questo ha generato paura, indignazione e soprattutto un forte senso di impotenza tra tutti noi residenti”.
Secondo quanto riferito dalla comunità locale, i gatti della zona non rappresenterebbero alcun pericolo, ma sarebbero anzi accuditi quotidianamente dagli abitanti.
“Questi animali non sono lasciati soli” sottolinea Mancuso. “Diversi residenti si occupano ogni giorno di nutrirli, altri contribuiscono alle cure veterinarie. Li seguiamo da tempo e fanno parte del quartiere”.
Nonostante le ripetute segnalazioni, la situazione non avrebbe ancora trovato una risposta concreta.
“Abbiamo segnalato più volte la situazione, ma ad oggi non risultano interventi risolutivi” afferma ancora Mancuso. “È evidente che i gatti del quartiere non siano più al sicuro”.
“Non parliamo di animali pericolosi o trascurati” aggiunge. “Per questo chiediamo non solo che si faccia chiarezza su quanto sta accadendo, ma anche un intervento urgente per tutelare quelli ancora presenti”.
Tra le proposte dei residenti figura anche l’idea di un trasferimento temporaneo degli animali in ambienti protetti.
“Potrebbe essere una soluzione temporanea ma necessaria” conclude Mancuso. “L’importante adesso è salvarli”.
In attesa di eventuali riscontri da parte delle autorità competenti, il quartiere chiede attenzione, controlli e misure concrete, affinché episodi simili non continuino a ripetersi e venga ristabilita una condizione di tutela e rispetto per gli animali e per la comunità che se ne prende cura.
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