Catanzaro, Spadanuda: “Eclissi di luna, Livingstone e il cantante”

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images Catanzaro, Spadanuda: “Eclissi di luna, Livingstone e il cantante”


  28 agosto 2026 07:07

di GIANCARLO SPADANUDA

E’ notte fonda, vedo ora la luna, rabbuiata per metà dall’ombra della terra. I pensieri più belli, non so perché, vengono guardando la luna: i dolori, le ansie, le passioni che ci dominano sono lontani lontani, laggiù sulla terra.

Tuttti hanno scritto sulla luna, Pascoli, Ungaretti, Merini, de Musset, Twain.

Nulla io scrivo, ma i sentimenti di ispirazione sono forti: è tutto così assurdo, anzi ridiclo: le guerre di quei 4 buffoni, le false liti in TV, i falsi incontri di calcio, il cantante che viene in Calabria e continua a dire, ogni volta che attraversa le città, la Sila: che bello, che bravi i calabresi (quanta sincerità, quanta spontaneità in queste parole?) mi ricorda tanto l’esploratore scozzese Livingstone, il quale diceva le stesse cose all’avvicinarsi ad un villaggio di africani: che bravi questi africani, che belle queste savane, che belli questi animali selvaggi: giusto per ingraziarsi le popolazioni: il cantante invece grato per aver smosso oltre due milioni di euro per essere ascoltato, nella regione più povera d’Europa. Ela luna che fa? Ci guarda inorridita di tanta stupidità.

Che fai tu luna in ciel? Dimmi che fai/silenziosa luna? (Leopardi).