Catanzaro TreeLab, dai rilievi tecnici alle scelte sul territorio: la radiografia dei giganti urbani (VIDEO)

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images Catanzaro TreeLab, dai rilievi tecnici alle scelte sul territorio: la radiografia dei giganti urbani (VIDEO)
Da sinistra: Caruso, Proto, Colosimo e Veraldi

Il bilancio del progetto di monitoraggio promosso da Comune, Università Mediterranea e Istituto Agrario

  16 ottobre 2026 18:46

di GUGLIELMO SCOPELLITI

C’è una geografia invisibile che attraversa le strade di Catanzaro, dal colle fino alle maglie viarie di Lido. È la rete delle alberature storiche e dei filari urbani, presenze quotidiane che accompagnano il passaggio dei pedoni e lo scorrere del traffico, osservate spesso soltanto nella silhouette della chioma o nella superficie della corteccia. Eppure, la salute di una pianta – e con essa la sicurezza di chi cammina sotto i suoi rami – si gioca nell’architettura interna dei tessuti vegetali, laddove l’occhio umano non può arrivare. Muove esattamente da questa necessità di passare dalla semplice percezione visiva alla certezza scientifica la prima fase di “Catanzaro TreeLab”, il progetto di diagnostica e monitoraggio fitostatico promosso dal Comune in stretta sinergia con il Dipartimento di Agraria dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e l’Istituto Tecnico Agrario “Vittorio Emanuele II”.

 

 

I primi risultati dell’indagine sono stati presentati nello Spazio 2 di Palazzo Fazzari, disegnando il quadro di un’attività avviata da oltre sei mesi sul patrimonio arboreo cittadino. Il fulcro metodologico è l’impiego del tomografo d’impulso, una tecnologia di indagine non invasiva basata su sensori applicati lungo la circonferenza del tronco. Attraverso la misurazione della velocità di propagazione delle onde sonore, lo strumento restituisce una mappa diagnostica dettagliata dell’interno dell’albero, intercettando cavità, carie del legno o cedimenti strutturali invisibili all’esterno.

In questa prima tranche di verifiche, la mappatura ha concentrato l’attenzione sulle aree a maggiore densità di passaggio e su specifici esemplari ritenuti a potenziale rischio. Dalle verifiche condotte al quartiere Lido fino alle analisi svolte nell’oasi dei Giardini San Leonardo, i rilievi hanno evidenziato una condizione manutentiva complessivamente buona, pur in presenza di criticità puntuali. Tra i casi esaminati figurano infatti esemplari che richiederanno interventi mirati e, in determinate situazioni valutate secondo i protocolli normati, la necessaria rimozione per tutelare l’incolumità pubblica.

 

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A rendere il progetto una vera alleanza educativa e civile è stata la partecipazione diretta degli studenti dell'Istituto Agrario "Vittorio Emanuele II". Guidati dagli esperti dell'Ateneo reggino e dai propri docenti, le allieve e gli allievi delle classi terze e quarte sono stati i veri protagonisti della presentazione a Spazio 2, illustrando in prima persona i casi di studio analizzati sul campo. Un passaggio di know-how che ha visto i ragazzi applicare la tomografia non solo nelle sessioni teorico-pratiche della scuola, ma anche sui grandi esemplari dei Giardini San Leonardo, imparando a raccogliere dati e a interpretare le diverse criticità fitostatiche con rigore professionale.

“Il verde è l’infrastruttura dentro la quale viviamo e rappresenta lo stato di salute dell’intera comunità”, ha evidenziato l’assessora all’Ambiente e alla Transizione ecologica, Irene Colosimo. “Siamo partiti da un numero limitato di alberature con la volontà di spingere l’analisi ben oltre il controllo visivo, che spesso risulta insufficiente. I dati raccolti ci indicano con chiarezza dove intervenire d’urgenza e quali azioni programmare. Questo è un progetto a lungo termine: nei prossimi mesi presenteremo il completamento delle verifiche, con l’obiettivo istituzionale di incrementare le piantumazioni e ridurre progressivamente il consumo di suolo”.

L’impianto metodologico e la fondatezza giuridico-scientifica dei rilievi sono stati illustrati da Andrea R. Proto, docente di Tecnologia del legno e utilizzazioni forestali alla Mediterranea: “Per qualsiasi scelta gestionale, compreso l’eventuale abbattimento di una pianta, occorre applicare protocolli rigorosi ed evidenze oggettive.

 

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L’uso di tecnologie all’avanguardia elimina ogni margine di dubbio e permette di spiegare alla cittadinanza che, di fronte al degrado interno del legno, la priorità assoluta resta la sicurezza delle persone. Gli indicatori raccolti attestano che la manutenzione passata sul territorio ha tenuto, ma ora serve proseguire nella formazione degli operatori e nella pianificazione”.

Accanto alla matrice amministrativa e della ricerca, la metodologia di TreeLab ha assunto un valore formativo e sul campo per le classi terze e quarte dell’Istituto Agrario cittadino, direttamente coinvolte dai docenti e dai ricercatori nelle operazioni di rilevamento. “L’analisi strumentale è la risposta professionale alla polemica sterile”, ha ricordato il docente Giuseppe Caruso, intervenuto in rappresentanza della dirigenza scolastica. “I nostri ragazzi hanno appreso sul campo come opera una tecnologia innovativa, affrontando la gamma di problematiche emerse durante le misurazioni ai Giardini San Leonardo”. Un’impostazione confermata dal collega Marco Veraldi, che ha rimarcato come “l’acquisizione di queste competenze offra agli studenti sbocchi operativi immediati e una naturale continuità verso gli studi universitari ad indirizzo agrario”.

Dalle indicazioni emerse durante il confronto di Palazzo Fazzari risalta un cambio di rotta nella gestione dello spazio pubblico catanzarese: la salute dell’ecosistema urbano passa rigorosamente attraverso la misurazione dei dati scientifici, presupposto indispensabile per contemperare la tutela del paesaggio con la prevenzione dei rischi.