




Così il consigliere comunale di Azione, Stefano Veraldi, smonta punto per punto le affermazioni social del primo cittadino. Parla di «devastazione in atto» e con tanto di documentazione fotografica taccia il Comune di «incapacità amministrativa».
Se la prende con colui che definisce "l’assessore matematico alla gestione del territorio" e denuncia «una gestione politica che, negli ultimi anni - fa notare - ha mostrato limiti profondi, con conseguenze concrete e negative per l’intera comunità". Netto l’affondo: "Il risultato è un’amministrazione che punisce il dissenso tecnico, mortifica le professionalità e scoraggia la competenza. Dal servizio idrico al decoro urbano, dalla mancata impugnazione della transazione con Si.Eco. Spa alla società partecipata Catanzaro Servizi per la quale - sottolinea Veraldi il sindaco ha concentrato su di sé una delega strategica che non appare in grado di gestire». Dai sampietrini divelti alla Maddalena, la bocciatura del consigliere d’Azione si estende dunque alle nomine fiduciarie che - spiega - «hanno aggravato la situazione economica della Catanzaro Servizi".
E l’analisi è spietata con l’inquilino dell’aula rossa in quota Azione che parla chiaramente di "accentramenti di potere che hanno aggravato le inefficienze, rallentato l’azione amministrativa e penalizzato anche i dipendenti, fino agli ascensori pubblici fermi da troppo tempo". Veraldi mette dunque in luce "una gestione priva di visione e di capacità decisionale, incapace di affrontare i problemi reali dei cittadini" al punto tale che rispetto alle buche del quartiere Maddalena sente il dovere di precisare che: "Non è il maltempo a causare danni al manto stradale. Tutt’al più - accusa - è soltanto un acceleratore del deterioramento di strade asfaltate male, sampietrini riposizionati alla meno peggio e che pertanto lasciano segni profondi e mal curati". Da qui il consiglio indirizzato, senza troppi complimenti, a Nicola Fiorita: "Caro “primo” cittadino, invece di pensare alle congiure si interroghi sul reale significato delle stesse, si ricordi che forse noi potremmo pensare lo stesso di lei in considerazione delle nomine e affidamenti fatti agli amici degli amici, ma soprattutto pensi a dare risposte".
Poi la precisazione: "Noi a differenza sua crediamo nella legge e se arriverà sarò curioso di vedere se anche questa volta depositerà le dimissioni". Quella messa in luce da Veraldi sembra avere dunque una gestione basata - sono sue parole - "lo stesso apparato burocratico che oggi sindaco difende ma che fino a ieri attaccava e denunciava". Ecco perché il consigliere comunale di Azione ricorda: "La storia non si cancella e lei stesso - dice rivolgendosi sempre a Nicola Fiorita - si è dimesso da consigliere comunale solo per avvisi di garanzia arrivati per la famosa Gettonopoli e non per come ha dichiarato nei suoi patetici pensierini". È più che gettare il cuore oltre l’ostacolo, Veraldi volge lo sguardo al bilancio e con tanto di malcelata ironia tuona: "Sarà bello vedere se in aula ci saranno i responsabili (come li definisce lei) a pronunciare il fatidico “SÌ” anche perché se così sarà emergerà soltanto e per l’ennesima volta la disinvoltura di un sindaco che, pur di non mollare la poltrona, sembra aver già dimenticato le dichiarazioni da lui pronunciate nel corso della presentazione della prima Giunta targata Fiorita per negare categoricamente un eventuale allargamento finalizzato a inglobare altre forze, allargamento che - conclude Veraldi - è ormai certificato dai fatti".
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