Catanzaro, vince la causa ma l'ASP non esegue: l'avvocato Pitaro diffida il Generale Battistini

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  24 aprile 2026 12:51

La lavoratrice Nicoletta Cua ha vinto la causa in Tribunale contro l’ASP Catanzaro che, tuttavia, non esegue la sentenza. Per questa ragione con l’Avv. Francesco Pitaro ha diffidato oggi l’ASP Catanzaro. Nell’atto dell’Avv. Francesco Pitaro si legge: “Che a causa della condotta contra ius e omissiva e inadempiente di ASP Catanzaro, con riferimento all’avviso interno per il conferimento degli incarichi di funzione organizzativi (Ex Coordinamenti) al personale del comparto per il Dipartimento di salute mentale e dipendenze CSM Catanzaro, l’istante è stata costretta a rivolgersi al Tribunale del Lavoro di Catanzaro; 

che il Tribunale del Lavoro di Catanzaro, in accoglimento totale del ricorso proposto, con sentenza N. 416 del 10/4/2026, ha così statuito: “dichiara la illegittimità dell’atto di conferimento di incarico della funzione in esame; DICHIARA IL DIRITTO DELLA RICORRENTE ALL’ATTRIBUZIONE DELL’INCARICO DI FUNZIONE ORGANIZZATIVA DIPARTIMENTO SALUTE MENTALE E DIPENDENZE – CSM CATANZARO”; che la sentenza de qua è stata ritualmente notificata in data 15/4/2026 all’ASP di Catanzaro; che la sentenza de qua è immediatamente esecutiva; che, tuttavia, ad oggi, l’ASP Catanzaro non ha preso atto della sentenza de qua, né dato esecuzione alla stessa, né attribuito all’istante, dott.ssa Nicoletta Cua, l’incarico previsto in sentenza; che non può non vedersi la condotta omissiva e illegale di ASP Catanzaro che non solo ha costretto l’istante a ricorrere al Tribunale ma, inoltre, elude contra ius finanche la sentenza del Tribunale; che la condotta di ASP Catanzaro e dei soggetti responsabili di ASP Catanzaro è gravissima perché si pone in contrasto con il dettato della sentenza; 

che la condotta omissiva dell’ASP Catanzaro in relazione alla mancata applicazione della sentenza predetta è ancor più grave se solo si pensa che ad eludere la decisione del Tribunale è un ente pubblico che dovrebbe, ancor di più rispetto ad altri soggetti, per il suo profilo pubblico e perché guidata attualmente da un ex Generale dell’Esercito Italiano, avere pieno e totale rispetto degli Uffici Giudiziari e delle loro decisioni e dovrebbe dare tempestiva e piena e completa attuazione alla sentenza emessa da un Tribunale della Repubblica Italiana; che, pertanto, ad oggi, la condotta omissiva di ASP Catanzaro permette e consente che all’interno di ASP Catanzaro vi sia una situazione di totale illegalità al punto che l’incarico, che secondo il Tribunale deve essere svolto dalla dott.ssa Nicoletta Cua, è svolto da soggetto che, secondo il Tribunale, non ha diritto di svolgere il ruolo de quo; che la condotta illegale di ASP Catanzaro e dei soggetti responsabili non è ulteriormente tollerabile e la stessa non solo integra ipotesi di reato ma lede ictu oculi il diritto alla crescita professionale della lavoratrice Cua che da un canto è stata costretta a ricorrere al Tribunale e, dall’altro, oggi, si ritrova con una sentenza di accoglimento a cui, tuttavia, illegalmente, l’ASP Catanzaro omette di uniformarsi”.

In conclusione l’Avv. Francesco Pitaro “INVITA E DIFFIDA L’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, in persona del legale rappresentante in carica p.t., Generale Antonio Battistini, a voler dare immediata e puntuale e totale applicazione alla sentenza N. 416 del 10/4/2026 del Tribunale del Lavoro di Catanzaro e, conseguentemente, ad eliminare la situazione di illegalità che vi è in ASP Catanzaro con riferimento all’incarico de quo (svolto illegalmente ad oggi da chi non ha titolo) e ad attribuire alla lavoratrice Cua, in ossequio a quanto statuito dal Tribunale di Catanzaro, NEL TERMINE DI SETTE GIORNI DECORRENTI DAL RICEVIMENTO DEL PRESENTE ATTO, l’incarico di funzione organizzativa Dipartimento di salute mentale e dipendenze – CSM Catanzaro RISERVA.

In caso di omessa esecuzione puntuale e tempestiva della sentenza N. 416/2026 del Tribunale del Lavoro di Catanzaro e di omessa attribuzione dell’incarico de quo alla lavoratrice Cua di depositare un ESPOSTO/QUERELA alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro affinchè gli organi inquirenti facciano luce sul presente caso e accertino i soggetti responsabili della omessa applicazione della sentenza e dell’omessa attribuzione dell’incarico e i reati commessi condannandoli alle pene di legge”.


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