
di IACOPO PARISI
“Catanzaro vuole vivere”. Poche parole, scritte su uno striscione appeso ieri sera davanti al locale di via XX Settembre, nel cuore del centro storico. Un messaggio semplice ma carico di significato, rivolto al giovane imprenditore catanzarese di 25 anni che nei giorni scorsi ha vissuto momenti drammatici, arrivando a tentare un gesto estremo dopo una situazione di forte esasperazione legata, secondo quanto emerso, ai continui contrasti con una vicina di casa.
Senza voler entrare nel merito degli episodi specifici, è fuori dubbio che la vicenda abbia scosso la città. Il ragazzo, che aveva scelto di investire nel centro storico aprendo una propria attività, è diventato suo malgrado il simbolo di una sofferenza silenziosa, ma anche delle difficoltà che spesso incontrano i giovani che provano a costruire qualcosa in una parte della città che da anni chiede occasioni, movimento e fiducia.
Lo striscione comparso davanti al suo locale non è stato soltanto un gesto di vicinanza personale. È stato anche un segnale collettivo: la volontà di stare accanto a chi sceglie di restare, lavorare e contribuire alla rinascita del centro, senza essere lasciato solo davanti a pressioni, tensioni o comportamenti percepiti come ostili.
Quel “Catanzaro vuole vivere” parla al ragazzo, alla sua attività e a tutti coloro che ogni giorno provano a tenere accese le luci del centro storico. Ma è anche un messaggio rivolto a chi, con atteggiamenti esasperanti o conflittuali, rischia di soffocare iniziative, energie e speranze.
Davanti al locale, ieri sera, lo striscione ha assunto così il valore di una presa di posizione: Catanzaro non vuole arrendersi al silenzio, alla chiusura, alla rassegnazione. Vuole vivere, appunto. Vuole vedere i propri giovani aprire attività, animare le strade, creare occasioni di incontro e socialità. E vuole difendere chi, con coraggio e passione, decide di provarci.
La solidarietà dimostrata al giovane imprenditore rappresenta dunque qualcosa di più di un gesto affettuoso. È un invito alla comunità a non voltarsi dall’altra parte, a riconoscere il valore di chi investe nel territorio e a proteggere quei piccoli presidi di vita urbana che rendono una città più viva, più sicura e più umana.
In una vicenda segnata dal dolore e dalla paura, quello striscione prova a restituire un messaggio di speranza: Catanzaro è vicina a chi vuole farla vivere.
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