
"Sulla questione del Reddito di Merito si sta facendo un gran ciarlare. Il contributo per gli studenti meritevoli - fortemente voluto dal Governatore Occhiuto e promosso dalla Giunta Regionale - che varia a seconda del rendimento accademico con scaglioni da 500€ a 1000€, è un incentivo all'eccellenza per valorizzare il merito accademico e sostenere gli studenti che scelgono di intraprendere o proseguire il proprio percorso universitario negli Atenei calabresi. La misura rappresenta un segnale importante per tutto il Sud: investire sulla preparazione dei giovani significa dare forza alle nostre comunità e contrastare la fuga dei talenti, le migliori risorse di questa Terra - e chissà, ad attrarne altre da fuori. Il Reddito di Merito ha tanto a che fare con la valorizzazione delle eccellenze e poco con la non soluzione dell’assistenzialismo sfrenato, la panacea che propone chi oggi si spertica in accuse di classismo e di iniquità e chi considera la meritocrazia come il male assoluto. Questa misura, al contrario, è spesa buona, investimento nelle risorse migliori. Di certo non discrimina: premiare il merito non significa escludere ma dar lustro alla determinazione di tanti giovani che investono nel proprio futuro. E schierarsi apertamente contro una misura già presa a modello da altre regioni significa schierarsi contro la Calabria, contro la speranza e contro chi lavora per i calabresi.
La più inutile delle polemiche proviene da una presa di posizione dell’estrema sinistra giovanile - vecchia e seppellita dalla storia nelle idee e nelle proposte - a cui fa eco l’omologazione ideologica delle giovanili dei partiti della cosiddetta sinistra moderata: non esiste nessuna discriminazione, nessuna iniquità rispetto alla considerazione delle “posizioni di partenza”. Quella funzione la svolge il diritto allo studio universitario, la misura di sostegno delle borse di studio che nasce per garantire pari opportunità e per rimuovere gli ostacoli economici che impediscono l'accesso e la permanenza all'università. E anche su quel fronte, a chi oggi evidentemente preferisce far finta di nulla, è da segnalare che la giunta Occhiuto abbia di recente approvato una storica riforma che mira a garantire la copertura totale delle borse di studio al 100% degli aventi diritto (evitando così la presenza di studenti esclusi nelle graduatorie) stabilendo una programmazione triennale certa e con fondi stabili grazie ad un sistema di finanziamento strutturale. Al fine di superare l’inefficiente approccio “emergenziale” caratterizzato da interventi frammentati e tardivi è stato pensato un meccanismo con tempistiche certe: entro il 31 maggio gli Atenei trasmetteranno il fabbisogno, entro il 15 settembre la Regione garantirà il trasferimento delle risorse ed entro il 31 ottobre sarà completata l’erogazione agli studenti beneficiari. Una legge che, tra l’altro, non comporta maggiori oneri per il bilancio regionale, puntando piuttosto a una razionalizzazione delle risorse esistenti e attraverso un utilizzo più efficace dei fondi europei.
Anche il fenomeno - atavico - dell’emigrazione lavorativa richiamato da chi oggi fa le barricate nulla c’entra col Reddito di Merito: riguarda invece un altro aspetto su cui la giunta Occhiuto tanto sta facendo (come testimonia il massiccio rientro in Calabria di medici, professionisti della sanità in generale e professori universitari) e rispetto al quale la ZES unica istituita dal Governo Meloni può contribuire.
Si evitino polemiche sterili che riguardano più il colore che i contenuti: le borse di studio e le misure di sostegno alla formazione sono strumenti strategici per trattenere talenti, contrastare lo spopolamento e rafforzare il legame tra università, occupazione e crescita economica. Tenersi i migliori studenti, permettere che si formino nelle nostre università, valorizzare il merito e allo stesso tempo sostenere l’economia regionale è un dovere morale. Così come riconoscere negli studenti un asset strategico per la nostra Regione".
Lo scrive Francesco Catera, Vice Coordinatore Regionale Forza Italia Giovani Calabria.
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