Centro Oikos, dal libro di Gennaro Ponte un appello a “ripartire dall’umano” per una nuova agenda politico-sociale

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  18 giugno 2026 20:27

“La cassetta degli attrezzi del benvivere: idee per la salute sociale e le relazioni di cura”: il tema del pomeriggio di studio e di approfondimento organizzato, sabato 13  giugno, dal Centro per lo sviluppo umano integrale “Oikos” e dell’associazione “Afrodite”, in collaborazione con l’Ordine degli Assistenti Sociali della Calabria , l’Istituto universitario “Don Giorgio Pratesi” affiliato alla Pontificia Università Salesiana di Roma, la Cappellania Universitaria dell’Arcidiocesi metropolitana di Catanzaro-Squillace e il Progetto Policoro. Una riflessione a più voci che ha preso le mosse dal libro “21 idee per stare bene. Verso un’agenda politico-culturale” (Santelli, 2024),curato da Gennaro Ponte, dottorando di ricerca presso l’Università della Calabria. A coordinare i lavori, Elisa Chiriano, conduttrice di Radio Ciak Catanzaro.  

Dopo i saluti di Umberto Fedele, rappresentante dell’Ordine degli Assistenti sociali, Roberta Critelli, dell’associazione Afrodite, Rosa Fiore, officiale dell’Istituto “Pratesi”, Sebastian Ciancio, segretario del Servizio di Pastorale universitaria, si è entrati nel vivo della discussione nella splendida cornice del Centro Oikos di Roccelletta di Borgia. A fare da padrona di casa, Ilaria Bisantis, coordinatrice di Oikos, per la quale l’iniziativa culturale rientra pienamente tra le finalità proprie del Centro. “Il nostro – ha affermato – è un Centro per lo sviluppo umano integrale. OIKOS mira ad essere proprio una comunità di scopo volta a ricercare e custodire uno sviluppo caratterizzato dalla consapevolezza di abitare tutti la Casa Comune, l’Oikos di Dio, affidata alla nostra responsabilità condivisa. Crediamo che, per perseguire uno sviluppo sostenibile per il nostro pianeta e per l’Umanità che lo abita, si debba partire dalla cura del benessere integrale delle persone. Sono i singoli e le comunità, infatti, il lievito necessario per innescare quei processi di cambiamento di cui il mondo ha bisogno, partendo dal basso. La riflessione a partire dal libro è stata poi affidata ai docenti dell’Istituto “Pratesi” Francesco Lo Giudice, co-autore del libro, e Luigi Mariano Guzzo, professore associato di Diritto e religione all’Università di Pisa.

Lo Giudice ha messo in luce il significato di sussidiarietà alla luce della Costituzione italiana, ribadendo il ruolo degli enti locali: “solidarietà e sussidiarietà – ha detto il docente – sono i capisaldi del nostro architrave istituzionale e richiamano all’impegno e al contributo che ciascuno di noi deve offrire per realizzare il bene comune”. Quindi, per Guzzo l’accademia deve essere in costante dialogo con la società, evidenziando l’approccio olistico e fortemente interdisciplinare della ricerca di Ponte: “al centro del suo libro – ha sottolineato Guzzo – l’autore pone il riferimento alla persona umana, in quanto si offre una lettura “orizzontale” dei rapporti sociali in alternativa alla logica del sistema capitalistico che vorrebbe ridurre tutto a criteri di carattere economico, perdendo di vista anche la componente spirituale”. “Empatia”, ossia essere disponibili all’ascolto dell’altro, non può che essere la parola d’ordine per chi opera nel sociale, come ha ribadito pure Filippo Capellupo, presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco Italiane.

Un concetto ripreso anche da Gennaro Ponte, che ha dimostrato passione, competenza e impegno civile. “Non sono un acchiappanuvole e neppure un teorico – ha dichiarato Ponte. Sono convinto che l’agenda politico- culturale, a cui ho pensato per riabilitare la politica e le istituzioni, è suscettibile di nuove aperture, di ampliamenti sempre provvisori. Ciò non perché la società cambi rapidamente, ma perché a divenire temporanei, quasi liquidi, sono le priorità, i tumulti, gli approdi ai quali il volume da me curato si presta a dar voce”. “La mia opera, o meglio l’idea che sono riuscito a strutturare in essa, mi sembra che possa essere presentata come la chiave per capire cosa si muove nel tessuto sociale, come elemento in grado di innescare un cambiamento che parta dal basso, dal sistema di credenze, dal modo in cui intendiamo i nostri corpi, i nostri diritti, la nostra azione”.

I lavori si sono conclusi con lintervento di Francesco Costa, presidente di Oikos APS, che ha sottolineato con forza l’importanza e lurgenza della riflessione politico-sociale per interpretare il nostro tempo, in modo da “rimettere al centro il valore della dignità umana, ripartendo dalla dottrina sociale della Chiesa che oggi trova nell’enciclica di Leone XIV una fondamentale attualizzazione ai tempi dell’intelligenza artificiale”.

 

 


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