Cgil ed Uil a Lamezia contro la manovra finanziaria del Governo Draghi: "Penalizzati poveri e pensionati, è inaccettabile"

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images Cgil ed Uil a Lamezia contro la manovra finanziaria del Governo Draghi: "Penalizzati poveri e pensionati, è inaccettabile"

  11 dicembre 2021 11:21

di CARMEN MIRARCHI  

Alla Fondazione Terina nell'area industriale di Lamezia Terme  la manifestazione unitaria CGIL ed Uil contro la manovra finanziaria del Governo Draghi.  Una manifestazione in vista dello sciopero nazionale del 16 dicembre alla presenza del segretario nazionale Uil, Pierpaolo Bombardieri. 

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La manifestazione si svolge in contemporanea anche a Bari dove è presente il segretario nazionale CGIL, Maurizio Landini. Presenti Santo Biondo, segretario Calabria Uil, e Angelo Spostato, segretario Calabria CGIL.

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La manovra non viene ritenuta adeguata alle esigenze dei lavoratori e dei pensionati, per i sindacati "il 'manovratore ' Draghi cercherebbe di imporre scelte senza possibilità di replica o confronto con una scarsa attenzione per le fasce più deboli".

"Chiediamo un Paese diverso, un Paese che sia in grado di interrogarsi sul fatto che ci sono tanti disagi. C'è una narrativa che tende a dire che va tutto bene, siamo in Calabria dove ci sono tanti disoccupati e tanti servizi che non vanno bene" ha detto Bombardieri.

"Dobbiamo spiegare al Governo che c'è l'esigenza di creare un paese diverso" ha detto ancora il segretario generale Uil Bombardieri. "Quello che chiediamo è una riforma fiscale che sia in grado di combattere i 110 miliardi di evasione fiscale. Serve effettuare una redistribuzione delle risorse,  serve più attenzione per donne, giovani e verso chi ha lavorato per 41 anni di fila e vuole andare in pensione. Ma c'è la piattaforma unitaria sulla quella lavorare" ha aggiunto il segretario nazionale Uil. "Ho rispetto per le altre organizzazioni sindacali, ho sempre rispetto per le scelte altrui e ne pretendo altrettanto" ha risposto Bombardieri in merito alla scelta della Cisl di non partecipare alla manifestazione unitaria. 

"Uno dei temi posti al Governo è quella della delocalizzazione ma il decreto non viene fuori. Chiediamo al Governo di date risposte a chi rischia di restare senza lavoro. Su Occhiuto dico che dovrebbe avere più rispetto per le scelte confederali, magari si dovrebbe preoccuparsene di più di far ripartire questa regione" ha  concluso il segretario nazionale Uil.

Tra gli interventi quello del segretario Calabria CGIL, Angelo Sposato, che ha aperto gli interventi.
"Il Paese si tiene unito se si fanno scelte a favore di persone che non ce la fanno. Serve condividere obiettivi comuni e noi siamo qui per dire forte al Governo che non siamo d'accordo con le scelte fatte. Noi diciamo 'no' perché sul fisco non ci hanno convinto" ha detto Sposato  "Draghi premia chi guadagna 5 ma euro al mese e non aiuta chi guadagna mille euro e chi a 67 anni deve stare ancora sui ponteggi. Non si capisce il ruolo che il Governo vuole dare alle politiche industriali e al sud, il Governo non lo dice. Manca la ripartenza,  pensavamo che il 'Governo dei migliori ' sapesse come fare ma invece i deputati che guadagnano 15 mila euro non possono comprendere chi guadagna mille. L'aumento del Pil - ha proseguito- del 6% non si vede, è un paese diseguale, dove le donne guadagno la metà degli uomini.  Non sanno qual è la vita reale del paese, continuano a dirvi di dare alle imprese ma sarebbe necessario fare scelte più eque.  Dobbiamo inoltre dire ai partiti di recuperare un rapporto con i lavoratori, anche in parlamento adesso non c'è la voce dei lavoratori"  ha detto Sposato criticando l'operato d Parlamento.

"Come si fa a criticare la scelta di Uil e CGIL e poi fare una diversa manifestazione il 18 dicembre, non si  può fate una conferenza stampa lunedì e giovedì cambiare idea. Con il Governo regionale non abbiamo fatto accordo a scatola vuota, abbiamo avviato un confronto per sbloccare assunzioni e medicina territoriale. Siamo l'ultima regione d'Europa per lavoro ed occupazione femminile, abbiamo salari fermi e pensioni inadeguate. Su questo tema dobbiamo fare una grande battaglia pensando alle fasce più deboli non premiare chi guadagna 5 mila euro. Si ha la tendenza a non voler disturbare il manovratore. Dopo lo sciopero - ha concluso Spo6- non ci fermeremo e continueremo con assemblea per dire ciò che non va, il sale della democrazia sono i pareri diversi che portano alla soluzione".

 

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