
Il consiglio sul bilancio ancora non c’è, ma lo scontro politico e istituzionale è già esploso. A Chiaravalle Centrale il consigliere comunale di minoranza Claudio Foti ha inviato al Prefetto di Catanzaro una contestazione formale pesantissima sulla documentazione relativa al bilancio di previsione 2026-2028, denunciando la mancata pubblicazione e la mancata trasmissione di atti che ritiene indispensabili per l’esercizio del mandato consiliare.
Nel documento inoltrato alla Prefettura, Foti punta il dito contro la nota prot. 3130 del 24 marzo 2026, con la quale il segretario comunale aveva sostenuto che gli allegati allo schema di bilancio approvato dalla giunta fossero pubblicati all’albo pretorio online. Una ricostruzione che il consigliere respinge senza mezzi termini. “Tale affermazione viene fermamente contestata”, scrive Foti, sostenendo che “i documenti specificamente richiesti” non risultano pubblicati, né trasmessi nella forma dovuta, né messi a disposizione in modo “pieno, completo e tempestivo” per consentire un esame serio del bilancio.
Il cuore della denuncia politica e istituzionale è tutto qui: per Foti non si tratta di un cavillo burocratico, ma di una compressione diretta delle prerogative del consigliere comunale. “Il diritto del consigliere comunale non può essere degradato a una disponibilità eventuale, generica o rimessa alla discrezionalità degli uffici”, afferma Foti, richiamando il diritto a ottenere tutte le informazioni utili all’espletamento del mandato. E aggiunge che proprio sul bilancio, atto cardine della vita dell’ente, la disponibilità reale dei documenti è una condizione “minima e imprescindibile” per poter valutare contenuti, priorità, spese ed equilibri finanziari.
Foti entra poi nel merito degli atti che, a suo dire, non risultano pubblicati o trasmessi in modo corretto: dal bilancio analitico distinto per capitoli ai piani di ammortamento dei mutui, dal piano delle alienazioni alla relazione sul contenzioso pendente, fino al parere del revisore dei conti, ai giornali di cassa e alle fatture Sorical per il 2025. Un elenco dettagliato con cui il consigliere prova a smontare la versione ufficiale del Comune. “Il bilancio pubblicato all’albo pretorio risulta redatto esclusivamente per titoli e privo di qualsiasi articolazione per capitoli”, scrive ancora Foti, evidenziando che una simile pubblicazione è “del tutto inidonea a soddisfare il diritto di accesso del consigliere”, perché impedisce di conoscere e verificare nel dettaglio le singole voci di entrata e di spesa.
Ma il passaggio politicamente più duro riguarda il clima interno al Comune. Foti sostiene infatti che non ci si trovi davanti a un episodio isolato, bensì a una dinamica ormai consolidata. “Tale atteggiamento non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in un clima di reiterata contrapposizione istituzionale, alimentato da condotte dilatorie, risposte elusive e continue compressioni del diritto del consigliere a esercitare pienamente il proprio mandato”, dichiara Foti. Un’accusa pesante, che va ben oltre la vicenda tecnica del bilancio e chiama in causa il rapporto tra apparato amministrativo e organi elettivi.
Ancora più netta la stoccata finale rivolta al segretario comunale. “È dunque gravissimo che, in relazione alla documentazione propedeutica all’esame del bilancio, venga resa dal Segretario comunale un’informazione che il sottoscritto, sulla base di verifiche concrete, deve ritenere non vera”, scrive Foti, aggiungendo che la circostanza sarebbe ancora più seria perché proviene “proprio dal soggetto che, per ruolo e funzioni, dovrebbe garantire legalità, correttezza amministrativa e tutela delle prerogative degli organi istituzionali”.
Da qui la richiesta al Prefetto di accertare con urgenza se la documentazione richiesta sia stata realmente pubblicata e trasmessa in modo conforme alla legge, di verificare il comportamento degli uffici e del segretario comunale e di richiamare formalmente il Comune al rispetto delle prerogative del consigliere e degli obblighi di correttezza istituzionale. Il consiglio comunale sul bilancio non è stato ancora convocato, ma il terreno dello scontro è già segnato: prima ancora dell’aula, la battaglia si gioca sulle carte e sulla trasparenza.
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